Viterbo – (g.f.) – “Quindicimila preghiere a santa Rosa”. Tante, quelle arrivate al santuario e che Gloria, la macchina di santa Rosa fa arrivare fino alla patrona.
Suor Francesca ricorda il numero. Sono tante. In molti hanno voluto sentirsi vicini in questi anni, allo spirito della festa e alla loro santa.
Tutto nasce da un’idea di Raffaele Ascenzi, architetto e ideatore dell’ultima macchina di santa Rosa, arrivata al suo quinto trasporto.
Come l’altra, ricordare i facchini che nel corso degli anni sono venuti a mancare. Per ognuno di loro c’è una targa sulla macchina. Porta il loro nome su Gloria.
Sono tutti i componenti del Sodalizio, deceduti dal 1988, anno in cui Ascenzi ha effettuato il suo primo trasporto.
L’ideatore ha un trascorso da facchino e per un periodo ha anche portato una sua stessa creatura, Ali di luce. Il suo è un omaggio nei confronti di persone dalle quali ha appreso il significato vero di una tradizione secolare.
Un’altra targa, invece, ricorda tutti i facchini di ogni altra epoca.
Presentando il trasporto 2019, Ascenzi ha anche pubblicato l’immagine di Gloria aggiornata con le indicazioni, nome per nome, di dove sono collocate le singole targhette. Così da permettere a familiari e conoscenti, al passaggio della macchina di salutare idealmente il loro caro.
Come ogni anno, il sodalizio dedica le girate a piazza del Comune a facchini scomparsi nel corso dell’anno. Li ha ricordati il presidente Massimo Mecarini: “Forieri, Luigi Matteucci, Pino Marasca e tutti gli altri”.

