Viterbo – Quota 100, le domande per il pensionamento anticipato fatte alla Uil sono state 1045 nella Tuscia. La notizia è del segretario regionale di Viterbo Giancarlo Turchetti.
“Non sono state tantissime – dice Turchetti -, e ciò significa che il provvedimento del governo nasconde delle criticità che andrebbero risolte al più presto. Occorrono subito delle modifiche. Innanzitutto una maggiore e strutturata flessibilità di accesso alla pensione per tanti lavoratori e lavoratrici”.
“Bisogna poi affrontare – prosegue il segretario della Uil – anche il tema delle future pensioni dei giovani, della valorizzazione del lavoro di cura per le donne e della maternità ai fini previdenziali, e infine non possiamo dimenticare che deve essere ripristinata la piena rivalutazione delle pensioni in essere”.
Quota 100 è una delle misure cardine della legge di bilancio 2019 voluta dal governo Conte. Ed è volta a contrastare gli effetti della riforma delle pensioni 2011 di Mario Monti, la cosiddetta riforma Fornero. Operativa da quest’anno, andrà avanti fino al 2021 e consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che vantano almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età. Trentotto più sessantadue, 100.
“Per quanto riguarda la Uil – sottolinea Turchetti – le domande presentate in tutta la regione, provincia per provincia, sono state oltre 18 mila. Per l’esattezza, oltre alle 1045 nella Tuscia, le richieste inoltrate sono state 1480 a Latina, più di 2000 a Frosinone, 13 mila a Roma e 507 a Rieti”.
Tuttavia il Lazio non è la sola regione ad avere un numero di domande al di sotto delle aspettativa.”Guardando infatti i dati delle altre province italiane – spiega Giancarlo Turchetti – scopriamo città con meno adesioni alla pensione anticipata. Solo 412 richieste a Crotone, 411 a Vibo Valentia, 416 a Gorizia. Mentre la vicina Terni si attesta a 521 e Ascoli Piceno a 697. Su tutto il territorio italiano le domande sfiorano le 165mila unità”.
Per quanto riguarda infine le categorie di lavoratori, oltre sessantamila sono state presentate da lavoratori dipendenti, più di 14mila da artigiani, poco più di 30mila da coltivatori diretti e coloni, soltanto 634 da uomini e donne che lavorano nello sport e nello spettacolo. Da nord a sud, le donne italiane che hanno deciso di abbandonare anticipatamente il mondo del lavoro sono 43mila, gli uomini più di 121mila.
Daniele Camilli


