Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Resti pure, allora, il sindaco. Altrettanto faremo noi e hinc manebimus optime, ma per la sua “non giunta e non più maggioranza” il continuare a governare (anche se male, come ha dimostrato di fare fino ad ora) sarà impresa improba e la sua consiliatura avrà vita politicamente breve e difficile.
Resti pure il sindaco di Sutri e scoprirà con sgomento quanto sia inviso ai propri cittadini, anche a quelli che l’anno scorso lo hanno votata credendoci e poi hanno visto quanto sia profonda la tana del Bianconiglio.
Resti pure il sindaco, e protragga così la lenta morte, la lunga agonia della sua consiliatura, fatta di urla, contraddizioni continue e scarsi risultati tranne le offese gettate addosso a tutti, fedeli e infedeli.
Resti pure il sindaco dell’antichissima città, in modo da farci assistere a una delle sue più cocenti sconfitte, mentre cerca da quel modesto politico che è, con astrusi machiavellismi da operetta, di mettere contro il sottoscritto e il vicesindaco (che tra le altre cose a Tuscania in video sembra ben lieto di essere invece con lui) cercando di scatenare un’impossibile faida “familiare”. Tentativo malriuscito di liberarsi del suo vice, sempre mal digerito, per sostituirlo con poca scaltrezza con l’attuale assessore al Turismo, operazione da sempre desiderata.
Se c’è qualcuno che vuole “cacciare” Felice Casini quindi, questo è proprio il sindaco di Sutri, non certo io. Il fatto, che Casini sia o meno vicesindaco mi lascia del tutto indifferente.
Il sindaco di Sutri, sospeso ormai in un limbo indeterminato, può dunque restare e continuare così a illudersi di avere ancora un comune da reggere, insomma di essere ancora sindaco di qualcuno e di qualcosa.
Matteo Amori
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