Roma – Ugo Sposetti al cimitero del Verano sulla tomba di Palmiro Togliatti. Ieri, alle 9 di mattina, a 55 anni dalla morte dello statista, pezzo significativo della classe dirigente del Partito comunista italiano.
Insieme all’esponente dem viterbese, l’ex ministro del Pd Andrea Orlando. Poi Marisa, la figlia di Togliatti e Nilde Iotti. E anche tre giovani membri della direzione nazionale del Partito democratico, tra cui Peppe Provenzano.
Ogni 21 agosto Sposetti è al Verano attorno al monumento funerario dello statista.
Ieri, alle 9, mancavano due ore alla direzione nazionale del Pd per decidere la strategia per le consultazioni. E il segretario Nicola Zingaretti chiama per istruire la direzione. Orlando si allontana per parlare. Poi rientra. “Gli hai trasmesso lo spirito del luogo?”, si accerta Sposetti, che da giorni va in giro con la stampa dell’intervista di Emanuele Macaluso all’Huffington Post: parole favorevoli al voto e contrarie all’accordone col nuovo governo.
Eppure ieri mattina lo spirito della trattativa per il governo coi Cinquestelle aleggiava anche al Verano. Orlando, sulla scrivania di Togliatti al ministero della Giustizia, si è seduto. “Non sei riuscito a portarla via?”, gli chiede scherzando Marisa. Poi, in quella stanza, ci è finito Alfonso Bonafede. Da domani chissà.


