Viterbo – Un’aureola e santa Rosa s’illumina. Arrivano le novità per Gloria al suo quinto trasporto e si preannunciano di particolare impatto.
L’ideatore Raffaele Ascenzi e il costruttore Vincenzo Fiorillo le hanno anticipate nel pomeriggio. Sullo sfondo la macchina di santa Rosa ultimata, attende solo l’arrivo della santa.
Gallery: Aureola e luci, le novità per Gloria
Fiorillo aveva preannunciato che ci sarebbero state sorprese e le aspettative non sono andate deluse. Sono migliorie che non passeranno inosservate. A cominciare dall’aureola sulla santa. Una novità ad effetto.
“Una vera e propria novità – spiega Ascenzi – l’abbiamo provata ed è molto bella. L’effetto è soft ma d’impatto”.
L’aureola ha un diametro di 90 centimetri. Pesa cinque chili. A trenta metri d’altezza sono tanti. Abbiamo lavorato per cercare la struttura portante e dal punto di vista statico non ci sono problemi. Il comune ha approvato le modifiche”.
L’aureola illuminerà soprattutto la parte posteriore della santa.
“Sarà posizionata dietro la testa di santa Rosa – dice ancora Ascenzi – è molto larga rispetto a un’aureola tradizionale. Darà un’aura piacevole che si vedrà da lontano nella parte frontale e dietro, una volta passata la macchina”.
Un’innovazione che ha una ragione precisa: “La nuca della santa abbiamo notato che rimaneva in ombra”.
All’interno dell’aureola è posizionata una striscia di led che darà luce trasversalmente. È la novità di maggior impatto per Gloria, ma non l’unica. Anche la parte frontale della macchina sarà migliorata, con l’aggiunta di punti luce.
“Ogni pinnacolo – spiega Vincenzo Fiorillo – avrà due faretti nuovi che illumineranno i facchini e anche gli angeli”.
Ma non solo. “Ci saranno bracci profondi circa un metro – continua Ascenzi – che porteranno luce esterna per illuminare il petto degli angeli e delle varie allegorie”.
I bracci sono quattro, con una ventina di luci.
“Vanno a integrare la luce presente sul prospetto frontale della macchina, per intero”.
Per ora solo davanti. “L’anno prossimo – scherza Ascenzi – abbiamo pensato che completeremo l’illuminazione…”.
Giuseppe Ferlicca




