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“Vogliono rovinare la festa alla città, ma non glielo permetteremo”

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Viterbo - Sandro Rossi

Sandro Rossi

Viterbo – “Chiacchiere da bar, che non mi interessano e che volano nel vento”. Il capofacchino Sandro Rossi liquida così la lettera contro il direttivo del sodalizio a firma di tredici facchini. “Attualmente non sono facchini – puntualizza Rossi -. A parte uno, hanno dato tutti le dimissioni. Alcuni hanno smesso di essere facchini anche da diversi anni, mentre altri si sono presi un anno sabbatico. Durante le prove di portata sono venuti e hanno detto: ‘Noi abbiamo finito di portare la macchina’. Così hanno salutato e se ne sono andati”.

Una lettera al vetriolo, quella dei tredici. Una vera e propria invettiva contro gli attuali vertici del sodalizio. “Una troika, formata da Massimo Mecarini, Sandro Rossi e Luigi Aspromonte – si legge -, ha voluto che molti facchini venissero declassati nel loro ruolo senza motivo e nel mancato rispetto dello statuto, e molti altri promossi, sempre nel mancato rispetto dello statuto”. Nello scritto si fa riferimento anche a presunte minacce telefoniche. Poi l’annuncio: “Il 3 settembre non indosseremo la divisa da facchini”, perché “è venuto a mancare il vero sentimento nell’essere un corpo solo”.

“Non so – dice Sandro Rossi – cosa voglia dire che il 3 non indosseranno la divisa. Hanno dato le dimissioni e se ne sono andati. Ed è stata una loro scelta. Quindi non vedo perché il 3 dovrebbero indossare la divisa. E poi, senza, dove pensano di andare? Al massimo possono vedere la macchina in piazza. Dei tredici, solo uno attualmente è ancora facchino. Ma probabilmente, firmando la lettera, ha deciso di dare le dimissioni pure lui, anche se noi non le abbiamo ancora ricevute formalmente. Domenica, durante la riunione, vedremo cosa succede: chi si presenterà e chi no. Ovviamente non mi aspetto che venga chi ha già dato le dimissioni, perché hanno chiesto loro di fermarsi”.

Domenica sono in programma le prove generali all’ex chiesa della Pace. “Ora – afferma Rossi – dobbiamo preoccuparci solo di questo incontro per le ultime disposizioni. Poi abbiamo le minimacchine, con tutti quei bambini da accontentare con la nostra presenza. Abbiamo il corteo storico, la processione e il trasporto. Un grande trasporto. In questo momento pensiamo esclusivamente a ciò, perché è questo che vuole la città di Viterbo. Una città che è accanto a noi splendidamente. C’è un’armonia generale incredibile. I giovani facchini che sono entrati in formazione sono contenti e hanno portato allegria. Il gruppo è compatto, unito e tutto d’un sentimento per santa Rosa. Le chiacchiere da bar non ci interessano e volano nel vento. Noi non ci perdiamo in queste cose. Abbiamo altri pensieri per la testa. Ci interessa soltanto santa Rosa”.

I tredici firmatari della lettera sono Luciano Tola, Marco Cepparotti, Ercole Rempicci, Roberto Cepparotti, Mario Marinetti, Giulio Del Ciuco, Giuseppe Cepparotti, Paolo Moneti, Ferdinando Marignoli, Gianni Serafini, Danilo Frittelli, Massimo Bastianini e Sergio Stella. Di questi, cinque sono scesi in campo a sostegno della candidatura di Paolo Moneti a presidente del sodalizio. Marignoli come consigliere, Marco Cepparotti e Serafini come revisori dei conti e Rempicci e Bastianini come consiglieri probiviri. “Del malumore c’era – non nasconde Rossi -, ma i facchini hanno espresso il loro parere alle votazioni e sono stati chiari. Chi ha perso avrebbe dovuto avere il buon senso di mettersi da parte, ma a quanto pare vogliono rovinare questa festa a Viterbo. Ma noi non glielo permetteremo, perché siamo devoti a santa Rosa e come ogni anno faremo il possibile affinché il trasporto sia impeccabile. Un trasporto più splendente e meraviglioso possibile. Un abbraccio a tutta la città di Viterbo, che ci è vicina e ci vuole bene”.

Raffaele Strocchia


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