Tuscania – Venerdì 6 e sabato 7 settembre Tuscania sarà lo scenario di ambientazione della prima edizione del festival BlumStock-Opera Verde.
Un progetto Plant&Music Fair a largo Torre di Lavello dalle 18. Un vivaio a cielo aperto. Con musica e degustazioni offerte al pubblico.
Un evento voluto e organizzato da Giulio Salta, titolare del ristorante Torre di Lavello, in collaborazione con Giulio Iachini di Mag ConceptStore e con il ristorante il Terziere di Poggio.
Lo scopo dell’iniziativa, attraverso la musica e l’incontro, è di sensibilizzare la comunità ad una decisa riqualificazione degli spazi urbani di Tuscania attraverso il verde e le piante. Il Festival è un cantiere aperto. Due giorni che segnano il principio di una Festa Comune che duri e migliori nel tempo.
La piazza sarà libera e ognuno potrà partecipare portando una pianta, un vaso, o magari un’idea di decoro urbano. Alla luce delle attuali campagne in favore dell’ambiente e della terra, l’obiettivo del Festival è quello di promuovere anche a Tuscania le linee di due progetti già attivi in altre città.
Per questo l’iniziativa prende ispirazione da due progetti già attivi, l’Urban Jungle di Prato e la Fabbrica dell’Aria di Firenze. Attività seguite dal professor Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale con il quale è stata redatta una carta di intenti per realizzare un anche questo nuovo progetto nella Tuscia, sulla scia dei precedenti tenuti in territorio toscano.
Il festival BlumStock- OperaVerde intende promuovere, a livello locale, la divulgazione della riqualificazione degli spazi urbani attraverso le piante. E a livello globale l’importante messaggio di agire per la Terra. Con la più bella, decorosa, valida e utile opera rivoluzionaria che oggi possiamo compiere: piantare!
Blumstock Plant &Music Fair è un omaggio a Woodstock 1969-2019. Venerdì 6 e sabato 7 saranno dunque due giorni di pace e musica e convivaio.
L’etimologia del nome di questo progetto, BlumStock, nasce dal tedesco blumenstock, ovvero pianta in vaso, mescolando poi più lingue. In inglese bloom, fioritura e stock ovvero azione, partecipazione, contenitore. Semplificando all’italiana è nato Blumstock-Opera Verde.
A sottolineare la forza dei legami tra piante musica e esseri umani, in occasione del cinquantenario di Woodstock 1969-2019. Il programma prevede dalle ore 18 alle 19 Palco Libero, Openstage, Jam. Con un palco a disposizione di musicisti e gruppi che vorranno contribuire jammando alla festa. Dalle ore 19 Aperiblum in piazza.
Dalle 20 alle 22, proiezioni, con Perle di Woodstock, La Nazione delle Piante, UrbanJungle, la Fabbrica dell’Aria, Time Lapse & Visual. Insieme a tutto questo è prevista una cena itinerante, con street food & barchef. Dalle ore 22 fino alle 24 live concert con Karamu Afro Collective, per il 6 settembre, e Whitey Brownie per sabato 7.
Il progetto Karamu Afro Collective nasce dal desiderio di Micol Touadi e Alessandro Trani di esplorare le infinite sfumature della musica nera omaggiando uno dei più grandi interpreti dei suoni dell’Africa come FelaKuti, padre dell’Afrobeat.
Cantante dalla voce calda e potente la prima, e batterista con il groove impresso nel suo codice genetico, il secondo, nel 2014 fondano insieme con Alessandro Pollio i WhiteyBrownie mescolando generi come Funk e HipHop in un unico e morbido sound, elegante e personale, che vede nella dimensione live la sua più degna rappresentazione, pubblicando un singolo “Lighthouse” nel 2017 ed un EP “Another Pink” per l’etichetta Rest in Press (6 settembre). Dalle ore 24 Ambient music.
Black Snake Moan è invece un progetto di ricerca sonora, che affonda le proprie radici nelle atmosfere delta blues e negli immaginari desertici, con una sfumatura psichedelica. One man band atipico, con diverse connotazioni artistiche di riferimento, quello di Marco Contestabile è un progetto a metà tra l’evocazione sonora e quella spirituale. Un’esperienza trascendentale, sintetizzata in musica nel suo primo album d’esordio.
Spiritual Awakening è un concept album, un percorso onirico, una profonda mutazione interiore, un completo risveglio del proprio spirito.
Il serpente, emergendo dal suo mondo d’ombre, porta con sé una saggezza ancestrale, è la linea guida di questo viaggio, narratore di storie di sogni ed incubi. Il disco, uscito a febbraio 2017, nasce sotto il segno del riverbero, che accompagna l’ascoltatore in un viaggio interiore scandito da ritmiche tribali ed echi ancestrali, tra misticismo sciamanico e spiritualità naturalista.
Le sue radici stilistiche sembrano affondare in terre molto lontane dai nostri confini. Il suo mood sonoro rimanda inizialmente al blues più primordiale, tipico del delta del Mississippi, per poi arrivare ad intraprendere sentieri dalle atmosfere a metà tra psichedeliche e mantra orientali (7 settembre).
Valeria Conticiani
