Viterbo – Coro barocco della cattedrale di Viterbo. Un capolavoro a rischio. Diverse le crepe sui muri e sugli affreschi. Si trova alle spalle dell’altare principale ed è sempre chiuso al pubblico. Sostanzialmente inaccessibile.
Pare che i terremoti che hanno colpito il centro Italia nella primavera del 2018 abbiano avuto conseguenze anche sul coro. Un capolavoro che va tutelato. Un patrimonio, quello del colle del duomo di cui il coro fa parte, unico e di inestimabile valore per tutta la città. Probabilmente l’unico polo museale e turistico di Viterbo. E questo grazie alla curia vescovile e alla società Archeoares che da anni se ne stanno occupando. Ma le risorse a disposizione della diocesi non bastano. Sono poche e derivano quasi tutte dall’8 per mille che, chi vuole, dona ogni anno al momento della dichiarazione dei redditi.
Viterbo – La cattedrale
Il coro è meraviglioso. Uno dei pochissimi esempi in città. Assieme alla chiesa del Gonfalone che si trova in via cardinal La Fontaine. A poche centinaia di metri da piazza San Lorenzo dove invece ha sede la cattedrale.
Viterbo – Il coro barocco della cattedrale
Le crepe che si sono aperte riguardano in particolar modo gli affreschi del catino absidale e della parte destra, spalle all’ingresso.
Viterbo – Il coro barocco della cattedrale
Gli affreschi del coro della cattedrale sono stati realizzati nel 1683 dal pittore romano Giuseppe Passeri. “Questi – spiega Archeoares sul suo sito internet – rappresenta S. Lorenzo nella scena principale della volta contornato dalle personificazioni delle virtù. Nel catino absidale la figura del Cristo in Gloria è circondata dalla rappresentazione di alcuni santi.
Viterbo – Il coro barocco della cattedrale
I Santi rappresentati all’interno del coro sono San Paolo con la spada difensore della fede, San Pietro con le chiavi del Paradiso, i santi Valentino e Ilario, evangelizzatori della Tuscia, Sant’Eudossia martire, seguace di Valentino e Ilario, Santa Rosa nelle vesti di suora, San Giuseppe raffigurato con la verga fiorita, San Girolamo con in mano la vulgata della Bibbia, San Filippo Neri e San Francesco Saverio.
Viterbo – Il coro barocco della cattedrale
“La pala d’altare – prosegue Archeoares – rappresenta invece la Gloria di San Lorenzo ed è stata realizzata nel 1648 da Giovan Francesco Romanelli, artista viterbese attivo a Roma e presso la corte del re di Francia al seguito del cardinale Mazzarino, suo mecenate. L’autore rappresenta l’iconografia classica del Santo ritratto in veste arcidiaconale nell’atto di saltare sulla graticola, strumento del martirio. Nella mano destra impugna la palma, attributo di tutti i martiri. L’opera è stata integralmente restaurata nel 1999″.
Daniele Camilli
Multimedia – Fotogallery: Il coro barocco della cattedrale – Video: Le crepe del coro




