Viterbo – Uno dei primi palloni arrivati in Italia alla fine del 1800. La carta intestata del Mondiale del ’34. Gli scarpini di Giuseppe Meazza indossati nel ’38. I mitici “Atala sport” che portava Sandro Mazzola. Il “Tango Espana” del Mundial ’82 autografato da Marco Tardelli. E poi tanto altro, fino alle maglie del 2006 che solo a nominarlo salta in testa “Seven nation army” dei White stripes.
Cimeli magici, la maggior parte di un calcio di una volta che come ogni elemento ricco di storia va conservato, sviscerato e tramandato alle generazioni future cercando di lasciarlo più intatto possibile. Oggetti dal valore inestimabile ma che appartengono a tutti. Perché la Nazionale italiana è di tutti, viterbesi compresi.
La mostra “Un secolo d’Azzurro” arriva a Viterbo e lo fa nel mese di ottobre, quando salvo imprevisti sarà allestita nei locali dell’ex Tribunale a piazza Fontana Grande e rimarrà a disposizione dei visitatori per circa una settimana.
L’indiscrezione è confermata dall’organizzazione che spiega come “La data sarà compresa nella quarta settimana di ottobre, precisamente dal 20 al 27. Domani (oggi, ndr) saremo a Viterbo per avere la conferma”.
Curata da Mauro Grimaldi con il patrocinio della Figc, la mostra antologica itinerante ripartirà a breve dopo una prima tranche di appuntamenti che hanno toccato, tra le altre, Taranto, Bari, Cava de’ Tirreni, Rimini e Udine.
Se confermato, l’evento potrebbe portare nella Tuscia anche qualche ospite di rilievo legato al mondo della Nazionale.
Samuele Sansonetti

