Viterbo – (sil.co.) – Picchia un altro detenuto e devasta la cella del carcere, condannato.
L’imputato, un detenuto, nel frattempo ha però finito di scontare la sua pena e da quando è stato rimesso in libertà, a settembre 2017, risulta irreperibile.
Ieri è stato processato col rito abbreviato davanti al giudice Gaetano Mautone, che lo ha condannato a otto mesi, contro i sei chiesti dalla procura, per il reato di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
L’uomo avrebbe dato in escandescenze, aggredendo e picchiando un altro detenuto, dopo di che si sarebbe accanito contro gli arredi della cella, devastandola – spaccando anche i sanitari del bagno – prima che, a fatica, gli agenti della polizia penitenziaria riuscissero a contenerlo.
L’imputato, uno straniero, non sarebbe stato nuovo a episodi di violenza. Veri e propri raptus, secondo il difensore d’ufficio, che ha chiesto al tribunale di disporre una perizia psichiatrica, richiesta che è stata rigettata. Tanto più che l’imputato, rimesso in libertà, si è reso irreperibile.
E’ stato quindi giudicato con il rito abbreviato secco invece che condizionato, beneficiando comunque dello sconto di un terzo della pena. Ma il giudice gli ha inflitto otto mesi, due in più rispetto alla richiesta del pm.
