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Furono i farmacisti nel 1509 tra i primi a festeggiare santa Rosa il 4 settembre

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Viterbo - Lo statuto degli speziali del 1509

Viterbo – Lo statuto degli speziali del 1509

Viterbo - Lo stemma di uno speziale viterbese posto all'angolo tra via Sacchi e corso Italia

Viterbo – Lo stemma di uno speziale viterbese posto all’angolo tra via Sacchi e corso Italia

Viterbo  – Furono i farmacisti viterbesi nel 1509 tra i primi a festeggiare Santa Rosa il 4 settembre.

Agli inizi del XVI secolo, con l’ampliarsi del culto di Santa Rosa in ambienti e settori diversi da quelli tradizionali religiosi, proprio nel mese di dicembre 1509, nella nuova redazione dei propri Statuti, l’Arte degli Speziali viterbesi, oggi farmacisti, una delle più importanti corporazioni cittadine, è la prima a inserire nei propri statuti la ricorrenza del mese di settembre in onore di Santa Rosa, cioè la traslazione del Sacro Corpo, tra le festività da onorare e da rispettare con l’astensione dal lavoro.

Soltanto qualche anno dopo, il 14 aprile 1512, uno degli otto priori in carica, Agostino Almadiani, propone nel Consiglio dei XXIV che la festa di Santa Rosa “quod de mense septembris hac in civitate celebratur” fosse onorata pubblicamente da tutta la città con una processione dei rettoridelle arti che, dopo essersi riuniti nella piazza del Comune al suono delle trombe, come in uso, insieme ai priori si dirigessero “ad dictam ecclesiam cum lumonaribus” e “cum cere oblatione”.

Ovviamente la proposta fu accettata all’unanimità e ritornò all’ordine del giorno del 15 maggio nel Consiglio Generale, quando uno dei priori, Galieno Almadiani, ne richiede una conferma per dare più forza alla deliberazione presa nel Consiglio precedente. La notizia è facilmente riscontrabile all’interno della pubblicazione “Speziali e spezierie a Viterbo nel ‘400” curata dal compianto studioso viterbese Attilio Carosi.

Agostino Almadiani, invece, era notaio e i suoi protocolli sono conservati in Archivio di Stato/Notarile di Viterbo  nrr. 10-49. Lo zio di Agostino, Giovanni di Mariano Almadiani, depose a favore del processo di canonizzazione di Santa Rosa il 9 aprile 1457. Nella stessa circostanza testimoniò anche il cugino Giacomo di Oddone Almadiani.

Silvio Cappelli


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