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La norcineria dei fratelli Merlani quando non c’erano i supermercati

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Rigo Merlani nel 1991 va a lavorare in un supermercato alle Pietrare

Rigo Merlani nel 1991 va a lavorare in un supermercato alle Pietrare

Viterbo - La prima norcineria dei fratelli Merlani accanto alla Provincia negli anni Cinquanta

Viterbo – La prima norcineria dei fratelli Merlani accanto alla Provincia negli anni Cinquanta

Viterbo – Di fronte a quattro fette di salame sigillate nel cellofan e in bella vista nel lucente bancone di un supermercato, s’avverte la nostalgia per le norcinerie della Viterbo di una volta.

Ce n’erano molte, sparpagliate nel centro storico (e non solo), quando si faceva la spesa senza carrello. Penso a quella dei fratelli Merlani gestita da Luigi (Giggi) ed Enrico (Rigo), attiva fino al 1991 in via Saffi al civico 19 dove oggi le vetrine chiuse e polverose ostentano un desolante cartello “si vende”.

Quel santuario del buon gusto, dove si venerava anche l’aria che si respirava, era un punto di ritrovo per viterbesi e forestieri attratti dai richiami vigorosi di prosciutto stagionato, salsicce nella duplice versione fresche e secche, bistecche, costarelle, ventresca, salame corallino, capocollo al pepe nero, cotechini, coppa, viarelli, salame cotto, fegatini e, soprattutto, porchetta calda di forno il cui profumo di finocchiella, propiziatorio di piaceri, sapeva di paese.

Giggi, il più grande, patron della bottega, era dotato di spontanea cortesia cui abbinava, al momento di dare il resto, un sorriso finale sostenuto da un solare e robusto “grazie”.

Rigo era più sornione e burlone. Conosceva tutti per nome e soprannome e per gli amici aveva un riguardo particolare sul peso, specialmente se erano appassionati di caccia come lui. Interminabili le discussioni del lunedì su quaglie, cani, trappole, cinghiali, bracconaggi e riserve.

Giggi e Rigo nascevano contadini. I loro genitori Orlando e Venturina lavoravano la terra nel podere Fornaciari di cui oggi rimane traccia a Viterbo in via Catttaneo nell’elegante palazzina padronale di vago sapore liberty ora destinata a biblioteca della scuola “Vanni” dopo un rispettoso restyling. I nostri “fratelli” fin da giovani aiutavano la famiglia nei lavori più pesanti o guidando i furgoni per il trasporto del latte presso la ditta casearia Ripa il cui negozio si apriva anch’esso a via Saffi accanto alla chiesa di Santa Croce dei Mercanti (oggi Sala Anselmi).

Poi un primo salto di qualità Giggi e Rigo si mettono in proprio ed aprono una piccola norcineria davanti all’ex Questura, in piazza Mario Fani, accanto all’ingresso della Provincia. L’avevano rilevata nel 1956 da una norcina dal soprannome seducente di “Bocca unta”. Inizialmente il negozio venne gestito da Giggi, in attesa che Rigo tornasse dal servizio militare.

Ma il locale era piccolo e angusto. La clientela cresceva, gli affari andavano bene e occorreva dunque un altro salto di qualità, quello che avrebbe affermato definitivamente la premiata norcineria dei fratelli Merlani. Giggi mette gli occhi su un locale più grande e arioso di proprietà di Terzoli che allora gestiva una calzoleria all’angolo tra via Saffi e via Fontanella Sant’Angelo.

La nuova norcineria, avviata nel 1960, è in una posizione strategica, nel tratto iniziale di via Saffi, a due passi da piazza delle Erbe che a quei tempi era ancora il salotto dei viterbesi e meeting point per sensali e commercianti.

Occorreva però un laboratorio attrezzato e moderno per la lavorazione del maiale ed allora venne acquistato un poderetto sulla strada Roncone dove i fratelli Merlani costruirono un capannone per la preparazione dei salumi, la stagionatura, l’essiccazione, il forno, la conservazione. C’è spazio anche per l’orto nel ricordo dei tempi trascorsi ad aiutare i genitori nel lavoro dei campi. Si lavora duro. Rigo per tre volte alla settimana si doveva alzare alle quattro del mattino per andare al “mattatoro” di porta Faul per ammazzare i maiali. Giggi da parte sua dirigeva il laboratorio del Roncone dove lavoravano il cognato Leonardo e i due generi Marcello e Bruno…

Si va vanti fino alla fine degli anni Ottanta quando si consolida anche a Viterbo la nuova realtà dei supermercati. Per i negozi del centro storico inizia un lento declino che troverà negli anni successivi forme sempre più acute. La nostra norcineria di via Saffi è costretta a chiudere nel 1991. Giggi cambia mestiere e si mette a lavorare in un allevamento di cani alle porte della città.

Malgrado l’età avanzata è stato attivo fino a qualche anno fa. Rigo passa al banco carni di un supermercato delle Pietrare dove può far valere la sua esperienza di lavoro. Morirà nel 1995.

Ci resta il ricordo di due imprenditori viterbesi che intorno agli anni Sessanta seppero costruirsi da soli un avvenire e donare alla città di Viterbo un prezioso contributo per l’affermazione della sua identità .

Vincenzo Ceniti


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