Viterbo – (g.f.) – Chiusura notturna dei locali, forse ci siamo. Ora più, ora meno.
Palazzo dei Priori non dorme, sonnecchia giusto un po’ ma si preoccupa del riposo dei viterbesi.
Così, tra una proposta e l’altra, da quando è stato adottato il piano del commercio si cerca una soluzione che accontenti chi vuole godersi il meritato riposo, residenti od ospiti in strutture ricettive e chi vorrebbe tirare fino a tardi.
A questa seconda categoria appartengono ovviamente, anche i titolari degli esercizi pubblici. Nella riorganizzazione generale, a sette attività dentro le mura sono state ritirate le deroghe che consentivano di restare aperti anche fino alle 3 di notte. La reazione non è stata proprio entusiastica. Ma in comune non si saranno stupiti.
In queste settimane, forse freschi e riposati ci avranno pensato un po’ e sfornato un’idea che potrebbe essere quella definitiva. Forse. Ora più ora meno.
Dopo l’ora legale e quella solare, ecco arrivare l’ora comunale. Entro cui chiudere e andare a nanna. Nella zona fucsia, che comprende San Pellegrino e dintorni ma non solo, anche altre aree cittadine ritenute di pregio, si può andare avanti fino all’una di notte, ma durante la settimana dopo una certa ora occorre fare silenzio. Senza musica.
Altrove resta l’una, ma è possibile chiedere una deroga fino alle 2. Facendo attenzione, oltre l’orario canonico a non fare rumore, evitando schiamazzi.
La proposta va proposta e attesa una risposta. Che sia gradita, è un’ipotesi solo supposta.
