Viterbo – “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione, quindi, è eccellente”. La celebre frase di Mao Tse-tung si adatta perfettamente all’intervista al sindaco Giovanni Arena sull’imbarazzante diretta social del trasporto della macchina di santa Rosa. Tra le tante domande, gli abbiamo rivolto anche quelle “essenziali” che da giorni continuavamo a fare senza però ricevere risposta.
Domande che avremmo voluto rivolgere anche a Luigi Celestini, dirigente del terzo settore. Quello che si occupa di cultura, turismo, gestione impianti sportivi e sport e pubblica istruzione. “Non sono in ufficio e non ho con me i dati. Non so dire niente”, ci liquida Celestini. Alla nostra richiesta di poterci sentire in un altro momento, risponde: “Di questo argomento se ne è parlato anche in consiglio comunale. Le risposte sono state date lì e io non potrei aggiungere altro”. Insomma il dirigente tace, sapendo di tacere.
Magari rispondere a cinque domande essenziali, che in consiglio non hanno trovato risposta?! “Se non risponde il consiglio comunale – dice Celestini -, io non saprei cosa posso dire. Non ci sono altre cose da dire. Io ero presente e non ho altri elementi rispetto a quelli detti in consiglio. Non mi viene in mente altro”. Non gli viene niente in mente… E che dobbiamo fare? Ci siamo dovuti accontentare di chiedere al sindaco… Si scherza, ovviamente. Quando parla il sindaco, parla il sindaco. Ci mancherebbe.
Sindaco Arena, perché si è deciso di creare, per la prima volta, un coordinamento giornalistico ad hoc per la diretta social?
“Per dare un servizio migliore, per diversificare l’offerta”.
Perché e come è stata scelta la ditta di Latina “Mediacom” per il coordinamento giornalistico?
“Le procedure sono compito dei dirigenti e io non entro nel merito degli atti gestionali dell’amministrazione. Per mia regola, non seguo le procedure di carattere gestionale che non sono di mia competenza. Quindi, non saprei proprio rispondere a questa domanda. Questo è un atto di gestione amministrativa che è in capo al dirigente del settore”.
In questo caso, di quale settore si parla?
“Cultura, sport, turismo e spettacolo”.
Chi, con nome e cognome, è venuto a fare il “coordinamento giornalistico”?
“Non credo esistano un nome e un cognome. Il coordinamento giornalistico sarà stato affidato a una società”.
Mediacom?
“Mediacom l’ho sentita nominare per la prima volta martedì in consiglio comunale. Penso sia stato affidato a questa società, non a una persona specifica”.
Sa il nome e il cognome di chi, per questa società, si è preso la responsabilità di venire a fare il “coordinamento giornalistico”?
“Anche questo è un atto gestionale che non seguo”.
Chi, nome e cognome, ha scelto i giornalisti, i non giornalisti, e gli ospiti (esperti e politici) che sono comparsi nella diretta social?
“Chi era stato autorizzato a fare il servizio, credo. Penso che, man mano che incontravano gli ospiti, facevano le interviste. Non c’era una scaletta ben precisa che avrebbe permesso di saperlo prima. Penso che abbiano individuato gli ospiti sul posto e poi abbiano fatto le interviste”.
Ribadisco: chi, nome e cognome, ha scelto i giornalisti, i non giornalisti e gli ospiti che sono comparsi nella diretta social?
“Se è stata Mediacom ad aver fornito questo tipo di servizi, credo siano stati i responsabili della Mediacom ad aver deciso un personaggio piuttosto che un altro”.
Ovviamente non c’era nessun bisogno dei due studi e negli anni scorsi non ci sono mai stati. Perché questa scelta non prevista dal bando iniziale?
“Da quello che ho potuto capire, gli studi sarebbero potuti essere anche più di due. La Provideo è stata la ditta vincitrice dell’appalto. Poi, direttamente con la Provideo, potevano essere fatti più collegamenti da più società”.
Ma la Provideo avrà avuto l’affidamento per riprendere il trasporto della macchina di santa Rosa…
“Non so come era la convenzione. Se prevedeva che la Provideo potesse anche, su richiesta, affiancare altre società”.
Quale è stato in tutta questa vicenda il ruolo di Gianmaria Santucci e di una emittente locale ringraziata a fine diretta dal conduttore Maurizio Donsanti?
“So che Santucci ha questa passione (per la televisione, ndr). Ci sono tanti volontari che collaborano con emittenti e giornali. Non so che ruolo abbia all’interno di questa società, la Mediacom. Non ho la ragione sociale della società, con i nomi dei componenti e dei responsabili. Il suo ruolo è stato di aver collaborato, come volontario, per la realizzazione di questa diretta”.
Santucci è un suo consigliere, un consigliere di maggioranza. Non le ha chiesto quale è stato il suo ruolo in tutta questa vicenda?
“Non mi voglio far sparare addosso da un mio consigliere di maggioranza. Ho detto che si poteva, come ho dichiarato anche in consiglio comunale, fare molto meglio. Ma il fuorionda può sfuggire, l’archivio delle televisioni nazionali ne è pieno…”.
Al di là di tutto questo, non ha chiesto a Santucci quale è stato il suo ruolo in tutta questa vicenda?
“Tante cose le ho sapute dopo. Il sindaco la sera del 3 settembre parte alle 20 e rientra all’1. Parte alle 20 con i facchini, va a prendere la macchina, si fa tutto il percorso e ritorna in comune verso mezzanotte e mezza, l’una meno un quarto. Neanche gli ospiti saluta. Il ruolo di Santucci, quindi, non l’ho proprio seguito. Ho visto le dirette, qualche registrazione e qualche video. Ho visto qualcosa il giorno dopo, e ho detto che certamente ci sono cose da migliorare. Ma senza sapere se era Mediacom, Provideo…”.
Chi è il responsabile della giornalisticamente pessima diretta social del trasporto della macchina di Santa Rosa, dannosa per l’immagine della città?
“Questo sono cose dell’assessorato. Se dovessi andare ad approfondire queste cose, non potrei fare tutto quello che faccio”.
Ha detto che la diretta social poteva essere fatta meglio…
“Mi pare che sia una televisione molto giovane. Oltretutto individuare le persone, fare le interviste eccetera non è facile. Ma sono esperienze che aiutano a migliorare. Non è una televisione che ha cinquant’anni di esperienza…”.
Ma perché nella diretta social del trasporto della macchina c’era di mezzo una televisione…?
“Probabilmente le interviste sotto la macchina Provideo non poteva farle direttamente. Quindi si è dovuto fare questo affiancamento per completare meglio il servizio televisivo, per dare una maggiore differenziazione, per spezzare il commento dallo studio…”.
Ma non avrebbe dovuto farle la Mediacom?
“Esatto. E le ha fatte Mediacom. Chi le ha fatte sennò?”
Ma fino ad adesso ha parlato di una “televisione molto giovane”…
“Mi scusi, ma Tele Lazio Nord e Mediacom non sono la stessa cosa?”
Se Mediacom e Tele Lazio Nord fossero la stessa cosa, non è strano che il comune abbia individuato proprio la Mediacom come società a cui affidare il servizio di coordinamento giornalistico della diretta streaming del trasporto della macchina sui canali ufficiali del comune? Alla luce anche del fatto che il consigliere Santucci, in consiglio comunale, ha detto: “Do una mano, gratuitamente, alla piccola televisione locale”?
“Adesso sto scoprendo tante cose. Forse è un fatto di opportunità. Se è la passione di Santucci e lo fa a livello gratuito, non credo sia illegale. Certo forse non è opportuno. Credo che Santucci abbia collaborato per una sua passione e un suo passatempo a questa cosa. Ci saranno delle procedure che sono state fatte secondo norma. In realtà, bisogna vedere il ruolo del consigliere in questa cosa. Ma a livello di responsabilità vere… Se qualcuno collabora per passione a una cosa, senza nessun compenso, non ci vedo nulla di strano. Posso sentire gli uffici, ma non so se c’erano alternative. Di tv locali non mi pare ce ne siano poi tante. Mi pare che sia una televisione, al di là che a Viterbo è ai primi passi, come struttura, come gruppo, che ha anni e anni di esperienza. Da questo punto di vista almeno garantiva il servizio”.
Cosa ne pensa del fatto che si sia parlato sopra al discorso e alla benedizione del vescovo, ai “Sollevate e fermi!” e chi più ne ha più ne metta?
“Sicuramente poteva essere fatta meglio, ma non è facile fare una diretta. C’erano giornalisti locali che dovevano individuare il momento, il personaggio… Può andare bene o meno bene. Era la prima volta poi… Queste cose sono sicuramente da evitare, perché bisogna cogliere il momento emozionale del trasporto. Far ascoltare un “Sollevate e fermi!” piuttosto che una storia che in quel momento poteva essere poco interessante. Questo senz’altro. Tutte cose che devono essere riviste”.
Miyamoto Musashi
In questi giorni si è parlato molto della Mediacom Srl di Terracina a cui il comune ha affidato il “coordinamento giornalistico” della diretta social del trasporto della macchina di santa Rosa, per una cifra di poco meno di 5mila euro. E’ stato spiegato in consiglio comunale che si tratterebbe di una azienda di primaria importanza. “Fra i principali produttori in Italia di contenuti tv. Con un fatturato di cento milioni e una quarantina di tv”, ha spiegato il consigliere Santucci. Anche se, a parte Santucci che ne ha detto meraviglie, nessuno sembra avere un’idea chiara di che ditta si tratti. Per comodità del consiglio comunale e dei cittadini pubblichiamo i dati principali della visura camerale di Mediacom.
Ecco cosa emerge dalla visura camerale che mettiamo a disposizione dei lettori.
Mediacom Srl
sede legale a Terracina
Amministratore unico Mario Di Lembo
Capitale sociale 10mila euro
2 soci
iscrizione registro imprese di Latina il 25/5/2018
Oggetto sociale Gestione di emittenti o parti di palinsesto, radio – televisive in ambito locale e nazionale…
Socio Fabio Carinci
Data inizio attività d’impresa: 23/01/2019
Nemmeno nove mesi fa
Il 26 novembre 2018 Giovanni Sciscione cessa la carica di amministratore unico.
Sciscione è un imprenditore televisivo conosciuto anche a Viterbo.
A Sciscione subentra, appunto, l’attuale amministratore unico Mario Di Lembo.
Tutte queste informazioni per chiarire cosa è Mediacom Srl.
Così anche il sindaco Arena, l’assessore De Carolis e i dirigenti del comune si possono fare un’idea della società che è stata ingaggiata per dar vita al famoso “coordinamento giornalistico”.
Ernie Souchak

