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La Valletta – “Migranti, l’Italia non è più sola nell’accoglienza”. Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese da Malta.
L’accordo sui migranti c’è. Il vertice a Malta ha stabilito alcuni nodi fondamentali. Francia, Germania, Malta e Italia hanno messo nero su bianco alcune novità da portare avanti.
“Da oggi – ha detto Luciana Lamorgese – Italia e Malta non sono più sole, c’è la consapevolezza che i due paesi rappresentano la porta d’Europa. Il testo predisposto va nella giusta direzione ci sono contenuti concreti e abbiamo sciolto dei nodi politici complicati”.
E ancora: Quello che è avvenuto oggi a Malta è molto importante – ha detto la ministra dell’Interno – un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea. Ho trovato un clima davvero positivo perché la politica migratoria va fatta insieme agli altri stati. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia arriva in Europa. E oggi questo concetto fa parte del comune sentite europeo”.
Restano però gli accordi sulla Libia. “Gli accordi con la Libia li teniamo in piedi – ha detto il ministro Lamorgese – la guardia costiera libica sta facendo un buon lavoro e le daremo supporto per mettere in sicurezza i porti di approdo”.
Sono quattro i punti su cui Italia, Malta, Francia e Germania, con la presidenza finlandese di turno dell’Ue e la commissione Ue, hanno trovato l’accordo. Punti di incontro che dovranno essere sottoposti agli altri Paesi Ue.
“Abbiamo raggiunto un accordo per un documento comune che sarà discusso nel consiglio Affari interni che si terrà a Lussemburgo l’8 ottobre”, ha fatto sapere il ministro dell’Interno maltese Micheal Farrugia.
Tra i nodi fondamentali, quello che prevede la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.
L’accordo prevede inoltre la “redistribuzione dei migranti su base obbligatoria” con un sistema di quote che verrà stabilito per i paesi, dei 28 dell’Ue, che parteciperanno all’intesa.
Il documento stabilisce che i migranti, una volta decisa la quota da ridistribuire, verranno inseriti direttamente nella banca dati del paese di destinazione, che si farà carico anche degli eventuali rimpatri.
Altro punto fondamentale il fatto che viene stabilita la “rotazione volontaria dei porti di sbarco”, non solo quando quelli di Italia e Malta sono saturi.
Discussi anche i tempi “molto rapidi, ossia 4 settimane per i ricollocamenti”.
Il meccanismo di redistribuzione non dovrebbe però riguardare gli sbarchi autonomi, ma solo quelli riguardanti le navi.
Il ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, ha chiarito che l’accordo raggiunto “aprirà la strada alla revisione della politica comune europea d’asilo”, ovvero del regolamento di Dublino, e ha detto che “senza questo accordo, la revisione di Dublino non sarebbe mai possibile”.
Il ministro tedesco ha specificato che oggi sono stati “identificati alcuni regolamenti che aiutano Italia e Malta con procedure chiare e prevedibili per la riduzione dei rifugiati” e si è detto “ottimista che in un breve futuro riusciremo a fare una politica comune europea”.
