Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È giunta al termine la festa di santa Rosa, patrona di Viterbo, e riflettendo su tutto ciò che ho visto, partecipando vivamente a questo evento, ho avuto il desiderio di esprimere le mie riflessioni in merito.
Sono una mamma di un minifacchino della parrocchia di Santa Barbara e il cuore mi ha spinto a fare delle considerazioni sul rapporto che si stabilisce tra un minifacchino o facchino e la sua Santa.
Ho avuto modo di osservare il loro atteggiamento e comportamento sul trasporto della macchinetta o della macchina. Quello che ho potuto cogliere in loro è un vero amore e una dedizione alla patrona con atteggiamento di donazione fatto con docilità. È l’amore verso Santa Rosa che esprime il desiderio di servirla donandosi a Lei.
Ho notato tutto ciò anche in mio figlio che svolge questo servizio da due anni. La gratitudine e la riconoscenza per averlo aiutato in una prova dolorosa nella sua vita di fanciullo, la constatazione e il credere in Dio e in Lei, gli hanno donato la forza di superare il tutto. L’allenamento, la condivisione e il credere di tutti coloro che hanno organizzato questo momento meraviglioso (don Claudio, il capo facchino Diego e il comitato di Santa Barbara), hanno trasmesso a lui e a tutti i ragazzi il valore di fede per essere tutti di un sentimento.
Scopriamo ancora una volta che le loro fatiche e la loro preghiera arrivano al cuore di santa Rosa come frecce infuocate. Le grazie e le benedizioni dal cielo vengono convogliate a chi ne ha bisogno e a tutti coloro che la invocano. Mio figlio, finito il trasporto della mini macchina, mi ha detto “Mamma, è stato faticoso ma molto bello. Tutto ciò l’ho consegnato nelle mani di santa Rosa, per la guarigione dei nonni”.
Quale gesto sublime agli occhi di Dio e della sua figlia prediletta santa Rosa, la consolazione e la serenità sono state concesse nel sopportare questo momento di dolore.
Scrivo questo per credere che tutto ciò che chiediamo nelle nostre preghiere viene concesso, secondo la volontà e i tempi di Dio stabiliti per noi. Evviva santa Rosa.
Giuseppina Menghini
