Viterbo – “Non è un vincolo che imbriglia il territorio, ma lo salvaguarda”.
Dichiarazione di notevole interesse pubblico, la soprintendenza prova a spiegare le ragioni della scelta che tocca un’area di 1600 ettari, da valle Faul fino alle Masse, al confine con il comune di Vetralla.
Incontro in provincia, sala conferenza. Modera Fabio Magno.
“Il vincolo trova qualche ostacolo – precisa Margherita Eichberg – ma le sovrintendenze sono abituate a percorrere strade irte di ostacoli”. Vede un rischio, la soprintendente: “Questi strumenti finiscono per non essere compresi appieno”.
L’incontro può essere un aiuto e a chiarire le ragioni della dichiarazione di notevole interesse. Ci prova Federica Cerroni, architetto funzionario di zona della sovrintendenza per Viterbo.
“Non è un vincolo – sottolinea Cerroni – non imbriglia un territorio, ma ha come fine la salvaguardia del territorio stesso, oggetto della dichiarazione d’interesse”.
Per Cerroni la tutela ha un risvolto pratico: “Gli interventi che si effettueranno in queste aree devono avere requisiti compatibili, che si integrino e di qualità architettonica.
Interventi che devono essere sensati e coerenti con il piano, infrastrutture, lottizzazioni o impianti ricettivi, che diano valore al territorio stesso”.
Per la consigliera regionale M5s Silvia Blasi, il territorio è una risorsa preziosa. Da tutelare.
“Il paesaggio va curato – sostiene Blasi – e sottratto da scenari di consumo di suolo. Viterbo è al primo posto come consumo di suolo in Italia, nel 2016. Abbiamo il triste primato, soprattutto per la superstrada e gli impianti fotovoltaici su suolo agricolo”.
La dichiarazione d’interesse riguarda 1600 ettari nel capoluogo. “Viterbo – ricorda Blasi -ha visto un’espansione urbanistica enorme in questi decenni, molto veloce. Intere aree sono diventate invivibili, con la completa assenza di verde urbano.
Il vincolo è un’alternativa per la città stessa. Non va visto come un ostacolo allo sviluppo, semmai a un certo tipo di sviluppo. Piuttosto è un’opportunità”.
Maria Letizia Arancio, responsabile tutela archeologia per la sovrintendenza, ricorda l’importanza storica del territorio sottoposto vincolo, ricco di storia. Basti solo pensare ai 15 impianti termali d’epoca romana che va dalle Masse si San Sisto al Bacucco.




