Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Filippo Rossi, intellettuale (così dice di se stesso) molto vicino a Gianfranco Fini (errore in età adulta), definisce “destra cattiva”, “xenofoba e populista” e capace di “ogni nefandezza” che esprime “l’istinto di un paese in disarmo, livido e spaventato”, quella che raccoglie la fiducia della maggioranza degli italiani.
Filippo Rossi è persona di corta memoria ma di lingua lunga. La destra buona quale sarebbe? Quella dell’ex leader di Alleanza nazionale e Futuro e libertà, che perse l’Italia per il principato di Monaco?
La destra buona qual è? Quella propagandata dal Rossi con Caffeina, mix di spot apolidi e progressisti, ribaltina per Sgarbi e Odifreddi, di scrittori in quota Einaudi e Feltrinelli?
Se Fini e compagnia sono scomparsi dalle scene è perché il pubblico (la maggioranza degli italiani) li ha presi a fischi&pernacchie.
Se poi – mi ci metto pure io – votiamo Salvini è perché dell’Unione europea siamo stufi, anzi indignati neri. Di farci sostituire da stranieri non ne vogliamo sapere e di usurocrazia non ne possiamo più.
Questi sono i programmi della destra brutta, sporca e cattiva. Così è se ti pare.
Angelo Ciccarella
