Viterbo – I facchini di santa Rosa vestono la tradizionale divisa formata da: fazzoletto bianco annodato in testa, camicia bianca con maniche lunghe arrotolate fino al gomito, distintivo del sodalizio facchini e distintivo gramas – grandi macchine a spalla – patrimonio Unesco, fascia rossa intorno alla vita, pantaloni bianchi alla zuava, calzettoni bianchi a sparire sotto i pantaloni, scarponcini alti di cuoio colore nero con stringhe, poi “ciuffo” o “spalletta” entrambi di cuoio.
Il capo facchino viene eletto, da tutti i facchini, tra chi ha effettuato almeno 20 trasporti. Da gli ordini durante il trasporto ed è il punto di riferimento dei facchini.
Il ciuffo è il posto più ambito, sotto la macchina, al quale vengono assegnati gli uomini più forti ed esperti. Utilizzare il tradizionale ciuffo (un cuscino cappuccio in pelle), serve per difendere le spalle del facchino dalla trave di legno che è posta trasversalmente. I ciuffi sono 63.
Le spallette fisse si trovano sul lato destro e sinistro delle file dei ciuffi e utilizzano, per ammortizzare la spigolosità del legno, un cuscinetto in pelle (la tradizionale spalletta). Effettuano tutto il trasporto. La trave posta longitudinalmente per tutta la lunghezza della base della macchina appoggia solamente su una spalla del facchino. Le spallette sono 16.
Le spallette aggiuntive sono parallele alle spallette fisse e la trave è staccabile dalla base della macchina. Non effettuano i tratti che vanno da piazza del comune al termine di Corso Italia a causa della strada troppo stretta. In alcuni tratti si sfiorano i palazzi. Sono 18 uomini.
Le stanghette anteriori e posteriori rieffettuano tutto il trasporto e le travi sono poste nelle parti anteriori e posteriori della base. Sono 12 persone.
Le leve sono 20 uomini che effettuano solamente l’ultimo tratto in salita che va da piazza Verdi alla chiesa di santa Rosa, al fine di ripartire maggiormente il peso gravante sulle file posteriori a causa della forte pendenza della strada. Le travi non sono fissate alla base ma vengono infilate in piazza Verdi “a leva” dentro a binari posti in prossimità dell’ultima fila dei ciuffi.
Le corde sono circa 20 uomini ed effettuano solamente l’ultimo tratto, da piazza Verdi al santuario, e hanno lo scopo di tirare di corsa la macchina, fino alla fine della salita, aiutando a superare la notevole pendenza. Le funi vengono agganciate nei due anelli posti nella parte anteriore delle travi delle spallette fisse.
I cavalletti trasportano i tradizionali cavalletti di legno verniciati di bianco del peso di circa 100 chili l’uno sui quali viene poggiata la macchina durante le soste. Sono otto persone.
Le riserve debbono essere in grado di ricoprire tutti i ruoli, nelle diverse altezze, e sono coloro che vanno a sostituire i facchini impossibilitati a proseguire il trasporto per improvvisi problemi fisici.
Le guide anteriori e posteriori (due avanti e due dietro) guidano la macchina nelle tortuose vie di Viterbo collaborando insieme al capo facchino. Vengono scelte tra gli ex facchini più esperti e si distinguono per la fascia a tracollo di colore giallo e blu, i colori della città di Viterbo.
Gli addetti al trasporto sono tutti coloro che svolgono molteplici lavori, spesso non conosciuti, ma importanti per la buona riuscita della manifestazione. Tra questi sono il medico, gli infermieri che controllano continuamente lo stato fisico dei Facchini, gli addetti alle zeppe, cunei di legno che debbono essere posti sotto i cavalletti, durante le soste per assicurare la stabilità della Macchina a causa del dislivello della strada.
Silvio Cappelli
