Viterbo – Il partito Italia viva è appena nato, ma la macchina organizzativa del nuovo soggetto politico di Matteo Renzi è già partita a gas spalancato. Anche in provincia di Viterbo cominciano a contarsi le adesioni e, tra i primi a esporsi apertamente, c’è Piergiorgio Medori.
L’ex esponente della segreteria provinciale Pd targata Andrea Egidi ha dichiarato la sua fedeltà incondizionata al progetto renziano, con “disponibilità aperta a qualsiasi ruolo”. Compreso, naturalmente, quello di coordinatore provinciale.
“Ho iniziato a fare politica attiva nel 2012, ascoltando un discorso di Matteo Renzi, ed è con lui che voglio proseguire”, dichiara Medori.
Perché questa scelta di campo così netta?
“Perché condivido le idee di Renzi, sia per quanto riguarda il governo dei territori che per il funzionamento di un partito. Fare politica dentro al Pd è veramente difficile: ci sono delle liturgie complesse, che non sono più adatte alla stagione politica che stiamo vivendo. Quel contenitore non è più la risposta a ciò che sta accadendo in questi giorni”.
Il giorno dell’addio al Pd lo vive più con sollievo o con rammarico?
“Sicuramente oggi ritrovo l’entusiasmo per la politica dopo un periodo di battaglie interne davvero logoranti. Però un addio è sempre un momento triste, perché non posso dimenticare quella che per anni è stata la mia casa e i bei rapporti personali che ho costruito”.
Quante sono le persone pronte a entrare nel nuovo partito?
“Siamo un bel gruppo. Su Viterbo da diversi mesi è attivo il comitato Ritorno al futuro – Vero. Abbiamo lavorato con trasparenza e creato una buona base di persone che condivide con noi e con Renzi l’idea di una nuova classe dirigente”.
A quando la nomina di un coordinamento provinciale?
“Le tempistiche non le conosco, ma penso che Renzi abbia in mente di fare le cose in fretta. Per il momento noi continuiamo a lavorare col comitato”.
Lei sarebbe pronto a prendere incarichi di coordinamento?
“A oggi la parola ‘coordinatore’ non è mai venuta fuori. Io e tutto il gruppo del comitato siamo a completa disposizione. Qualora mi chiedessero di assumere un ruolo di primo piano, non mi tirerei certo indietro. Ma il mio impegno ci sarà a prescindere da incarichi e poltrone”.
Alessandro Castellani
