Fabrica di Roma – (sil.co.) – Perizia psichiatrica “al volo” nell’infermeria del tribunale per un uomo imputato di stalking e violenza sessuale che per ben tre volte si era sottratto alle visite disposte dal tribunale.
Si sarebbe avventato sulla vittima a genitali scoperti, dopo averle teso agguati per strada in pieno inverno.
Per lui il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, lo scorso 16 luglio, sottolineando che era per il suo bene, ha previsto l’accompagnamento coattivo davanti al medico legale Cristiana Morera, la psichiatra incaricata della consulenza sulla sua capacità di intendere e di volere quando urlava “zoccola, scendi che ti devo scopare” a una sua compaesana di Fabrica di Roma.
“Totalmente incapace di intendere e di volere”, ha detto la dottoressa Morera, sentita in tempo reale, non appena terminata la visita dell’imputato.
“Soffre di un disturbo psicotico, con pensieri distorsivi della realtà delle cose. Un disturbo probabilmente di natura ereditaria, che si è palesato nel corso della vita e che si è aggravato dopo il grave lutto della perdita del padre. Ai tempi non seguiva nessuna terapia farmacologica, quindi ritengo fosse totalmente incapace. Ora segue una cura per cui è in grado di stare in giudizio e la sua pericolosità sociale può ritenersi molto attenuata. Ciononostante ha solo una parziale consapevolezza del disturbo di cui soffre”, ha spiegato in aula la psichiatra.
– Urla “zoccola, scendi che ti devo scopare”, disposta la perizia psichiatrica in tribunale
Molesta la vittima per strada a genitali scoperti in pieno inverno…
Tra l’8 gennaio e il 28 febbraio 2018, l’imputato – difeso dall’avvocatessa Alessandra Vittori e sottoposto a libertà vigilata – ha preso di mira una donna di Fabrica di Roma, tentando di violentarla per strada e poi appostandosi sotto casa della vittima urlandole: “Zoccola, scendi che io sono pronto, ti devo scopare”.
L’8 gennaio dell’anno scorso, l’imputato avrebbe avvicinato la vittima per strada mentre si stava recando al lavoro, abbassandosi i pantaloni e dicendole che voleva fare sesso con lei, dopo di che, con i genitali scoperti, secondo l’accusa l’avrebbe afferrata da dietro tentando di avere un rapporto sessuale, “spingendole con insistenza il pene contro le natiche, desistendo solo per l’arrivo di un’autovettura dei carabinieri”. Il giorno successivo, non contento, il molestatore avrebbe fatto il bis, costringendola nuovamente a subire atti sessuali e non riuscendo ad avere un rapporto completo solo grazie all’energica opposizione della vittima.
Minacce e molestie sarebbero proseguite anche nelle settimane successive, motivo per cui è accusato anche di stalking. L’uomo si sarebbe appostato in strada, facendosi trovare nei luoghi frequentati dalla donna, scoprendosi i genitali e dicendole che voleva fare sesso con lei. Infine avrebbe cominciato a piazzarsi direttamente sotto l’abitazione della vittima, urlando frasi piene di insulti: “Zoccola, scendi che io sono pronto; ti devo scopare; lo so che hai cambiato orario; prima o poi ti scopo; hai capito, scendi giù; scendi giù che devo finire la scopata che non ho ancora completato”.
“Vive con la madre anziana, ma è ancora in gamba e lui le dà retta”
“Dalla querela ad oggi, ormai è passato più di un anno, è tranquillo”, ha spiegato un carabiniere della stazione di Fabrica di Roma, sentito dal collegio sull’attuale condotta di vita dell’imputato. “Ha fatto per un periodo il giardiniere in Svizzera, lavora saltuariamente, vive con la mamma molto anziana in una casa in affitto, ma la mamma è ancora in gamba e soprattutto lui le dà retta, la ascolta”, ha detto il militare.
Alla luce della diagnosi psichiatrica e della condotta di vita, il collegio ha rinviato il processo al prossimo 1 ottobre, senza sentire altri testimoni, per valutare con attenzione il caso e prendere una decisione.
