Ronciglione – (sil.co.) – Col fiato sopeso ancora per poche ore l’unico indagato e i familiari della presunta vittima.La cassazione deciderà domani sul ricorso della difesa.
E’ terminata poco fa, a Roma, la discussione davanti alla corte di cassazione del ricorso del difensore Luca Cococcia contro l’arresto in carcere di Andrea Landolfi Cudia accusato dell’omicidio della fidanzata.
Entro domani, salvo imprevisti, si saprà se gli ermellini daranno ragione alla difesa oppure se, come chiesto già ad aprile dalla procura di Viterbo, scatteranno le manette per il 30enne romano accusato dell’omicidio di Maria Sestina Arcuri, la 26enne morta dopo un volo dalle scale della casa della nonna del giovane avvenuta la notte del 3 febbraio, mentre la coppia stava trascorrendo il weekend a Ronciglione.
La difesa ha riproposto le stesse eccezioni di nullità già rappresentate ai giudici del riesame. Un ricorso per cassazione molto tecnico, per delle nullità e dei vizi già evidenziati al riesame.
“Ci sono questioni di diritto circa il minore, la cui audizione è stata fatta attraverso l’articolo 359 del codice di procedura penale, che dà facoltà al pubblico ministero di avvalersi di un proprio consulente per effettuare accertamenti che esulano dalle sue competenze, ad esempio un perito balistico o un esperto di numismatica. Secondo questa difesa, ci sono elementi procedurali che non sono stati rispettati”, la conclusione del legale.
Unici testimoni la bisnonna ottantenne e il pronipote di 5 anni
Il bimbo. Ha appena cinque anni il figlio che Landolfi ha avuto da una precedente relazione. Era con il padre e la sua nuova compagna anche lui, quel primo weekend di febbraio trascorso dalla coppia fuori porta, a casa della bisnonna del piccolo, al civico 7 di via Papirio Serangeli, a Ronciglione.
Sono loro, lui 5 anni e lei 80 anni, gli unici testimoni oculari del “delitto”, oltre alla vittima e al presunto assassino.
Inattendibile, secondo il riesame, la testimonianza della donna, Mirella Iezzi, di 80 anni, che avrebbe mentito su tutto per coprire il nipote. Attendibile, invece, il piccolo, che nel cuore della notte, erano circa le due, sarebbe stato sveglio e avrebbe visto coi suoi occhi cadere dalla scala a chiocciola della sala della nonna Maria Sestina.
Sentito alla presenza di una psicologa, il piccolo avrebbe ricostruito la dinamica dell’accaduto, mimando la scena con un peluche di Topo Gigio. Il padre avrebbe provato ad abbracciare la compagna, che lo avrebbe però respinto, quindi l’avrebbe sollevata oltre il parapetto e lasciata cadere sul pavimento. Omicidio volontario aggravato dai futili motivi, secondo la procura.
Multimedia: Fotocronaca: Giallo di Ronciglione, terzo sopralluogo dei Ris – Il sopralluogo dei Ris – I Ris di nuovo nella casa della tragedia – I Ris nella casa della tragedia – Video1 – Video2 – Video: Terzo sopralluogo dei Ris
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
