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Stupro al pub di CasaPound, la vittima portata a spalla fuori dall’Old Manners

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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Viterbo - L'arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound

Viterbo – L’arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound

Viterbo - L'arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di Casapound

Viterbo – L’arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di Casapound

Gli avvocati Domenico Goriziglia, Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate all’uscita dal tribunale di Viterbo

Gli avvocati Domenico Goriziglia, Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate all’uscita dal tribunale di Viterbo

Stupro al pub di Casapound - Il caso a "Chi l'ha visto?"

Stupro al pub di Casapound – Il caso a “Chi l’ha visto?”

Viterbo – Stupro al pub di CasaPound, la vittima fu portata a spalla fuori dall’Old Manners. Non sarebbe stata in grado di arrivare a piedi alla macchina, per cui Licci e Chiricozzi l’avrebbero presa sulle spalle mentre era totalmente incosciente e caricata di peso a bordo prima di sparire dalle telecamere. “Domiciliari rafforzati per scongiurare ritorsioni e minacce”, scrive invece il gip nell’ordinanza con cui dopo quattro mesi e mezzo ha sostituito la custodia cautelare in carcere.

Nuovi agghiaccianti particolari emergono dalle immagini della videosorveglianza fuori dell’Old Manners Tavern di piazza Sallupara. 

Sarebbe stata totalmente incosciente e incapace di muoversi autonomamente la 35enne brutalmente stuprata e filmata durante la violenza da Francesco Chiricozzi e Riccaro Licci, i due ventenni che dopo quattro mesi e mezzo di carcere ieri hanno ottenuto gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, essendo venuto meno il rischio di inquinamento delle prove dopo la chiusura dell’inchiesta con la richiesta di giudizio immediato da parte del pubblico ministero Michele Adragna.

Una volta fissata la data del processo col rito ordinario, presumibilmente i difensori Domenico Gorziglia, Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate chiederanno per i loro assistiti il rito abbreviato, a porte chiuse davanti al gip, che prevede lo sconto di un terzo della pena.

Il pm Adragna, nel frattempo, come aveva fatto già a luglio, anche stavolta ha dato parere favorevole alla scarcerazione e ai domiciliari. Ha ribadito la sua contrarietà per la vittima l’avvocato Franco Taurchini, che assiste la 36enne, il quale avrebbe ribadito, tra l’altro, come Licci e Chiricozzi non abbiano mai chiesto scusa, dopo averla data, nonostante il filmato definito raccapricciante dagli stessi inquirenti, per consenziente. 


La vittima fu portata a spalla fuori dall’Old Manners

La vittima è stata portata a spalla fuori dal locale. Le spalle sarebbero quelle di Francesco Chiricozzi. Lo dicono le immagini della videosorveglianza fuori dell’Old Manners Tavern di piazza Sallupara, recuperate dal perito incaricato dalla procura degli accertamenti tecnici irrepetibili sui telefonini e sulle telecamere.

Sarebbero state circa le cinque e mezza del 12 aprile quando la donna e i due giovani, entrati verso le 2,30 nel locale, ne sono usciti. Tre ore prima si vedrebbero Licci e Chiricozzi andare spediti verso l’ingresso, mentre la vittima sembrerebbe titubante, come se fosse incerta sul da farsi. Il gruppo parlotta e lei, che apparirebbe sempre poco convinta, dopo qualche minuto si deciderebbe a seguirli. 

Quello che avviene una volta all’interno del circolo di CasaPound è cosa nota. I ventenni, che in maniera brutale hanno stuprato a turno per ore la 36enne in stato di semincoscienza, dopo averne zittito le resistenze con un pugno, si sono ripresi coi cellulari e hanno diffuso il video. Tanto che il giorno successivo, mentre la polizia li cercava dopo la denuncia, dell’esistenza del filmato erano informati i partecipanti di due gruppi Whatsapp, sui quali sono rimbalzate le ricerche dei ventenni da parte di parenti e amici, affinché facessero sparire il video e le chat incriminanti relativi a “quella di ieri sera”. 

Tornando all’alba del 12 aprile, quando i tre sono usciti dall’Old Manners Tavern, la 35enne non sarebbe riuscita a tenersi in piedi e sarebbe caduta sulle ginocchia. I due giovani – arrestati con l’accusa di stupro di gruppo e lesioni aggravati dalla minorata difesa della vittima – avrebbero quindi portato la macchina davanti all’ingresso, a bordo del quale, sul sedile accanto a quello di guida, l’avrebbe adagiata Chiricozzi, dopo essersela caricata sulle spalle, in totale stato di incoscienza e di incapacità di muoversi autonomamente. Si vede infine l’auto partire e scomparire una volta fuori del raggio d’azione della videosorveglianza. 


“Domiciliari rafforzati per scongiurare il pericolo di ritorsioni e minacce”

Nell’ordinanza con cui il gip Rita Cialoni ha accolto ieri la richiesta di sostituzione della misura di custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, il magistrato scrive: “Appare necessario imporre agli indagati il divieto di incontro e colloquio con persone diverse da quelle con cui coabitano o che li assistono, al fine di scongiurare il pericolo prospettato dal difensore della parte offesa di ritorsioni e/o minacce anche per interposta persona, nonché disporre particolari procedure di controllo mediante l’applicazione del braccialetto elettronico“. 

Lo stesso giudice per le indagini preliminari spiega inoltre che: “La richiesta di gradazione della misura cautelare deve trovare accoglimento essendosi notevolmente affievolite le esigenze cautelari di natura probatoria poste a fondamento dell’ordinanza genetica, ciò alla luce del completamento delle indagini compendiate nella richiesta di giudizio immediato formulata dal pm, svolte anche mediante l’audizione protetta della parte offesa in sede di incidente probatorio”. 

“Alla stregua del mutato quadro cautelare – dice ancora il giudice Cialoni – la misura gradata degli arresti domiciliari appare adeguata a contenere le residue esigenze cautelari, ad oggi persistenti specie con  riferimento al persistente pericolo di analoghi delitti, anche in considerazione del prevedibile effetto deterrente conseguente alla custodia inframuraria presofferta, nel corso della quale gli indagati non hanno dato luogo a rilievi di sorta“. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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