Viterbo – (sil.co.) – Nel decreto di giudizio immediato fissato il 26 novembre per Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, il gip Rita Cialoni non risparmia i dettagli più raccrapiccianti della violenza subita dalla 36enne stuprata e filmata dai due militanti all’Old Manners Tavern di piazza Sallupara, il circolo di CasaPound, di cui i ventenni avevano le chiavi.
Licci e Chiricozzi, imputati di lesioni è violenza sessuale di gruppo con l’aggravante della minorata difesa della vittima, sono stati arrestati il 29 aprile e, dopo quasi cinque mesi di carcere a Mammagialla, da qualche giorno sono ai domiciliari col braccialetto.
È durata tre ore la violenza, dalle due e mezza alle cinque e mezza della notte tra l’11 e il 12 aprile scorso. Filmata in un video condiviso in chat dagli stupratori.
L’arrivo al pub di CasaPound e la partenza, invece, si ricavano dalle riprese delle telecamre di videosorveglianza fuori dal locale di piazza Sallupara, tra piazza della Rocca e piazza San Faustino.
La 35enne, uscendo dal pub, non si regge in piedi. È totalmente incosciente. I suoi aguzzini, allora, se la caricano sulle spalle e la mettono di peso a bordo della macchina, che velocemente scompare dall’inquadratura.
“Dopo avere indotto la vittima ad assumere sostanze alcoliche e averle indirizzato una serie di approcci sessuali manifesti e molesti, baciandola in bocca e palpeghiandola nelle varie zone erogene del corpo… “, ricorda il magistrato.
Siccome la 36enne oppone “ferma resistenza” agli approcci sessuali del 21enne viterbese e dell’allora consigliere comunale di Casapound 19enne di Vallerano: “Prima la colpivano con un pugno in pieno volto, provocandole la perdita di coscienza e poi, approfittando della sua totale incapacità di reazione, essendo la stessa diversa a terra in uno stato di totale incoscienza, anche in ragione di una condizione di manifesta ebbrezza alcolica, pertanto abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della stessa e comunque ponendo in essere, in modo reiterato, condotte violente e con utilizzo di parole minacciose… “, prosegue il gip.
Scatta la violenza. Cruda. Agghiacciante. Raccapricciante.
“La denudavano, lasciandola in tale condizione inerme sul pavimento del locale e la costringevano a subire atti sessuali, consistiti in reiterate penetrazioni vaginali e anali nonchè in atti di violenta masturbazione, anche da tergo, alternandosi nel compimento delle condotte, in tal modo partecipando, riuniti tra loro, ad atti di violenza sessuale”, dice ancora il giudice Cialoni.
– Stupro al pub di CasaPound, Licci e Chiricozzi a processo il 26 novembre

