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“C’è bisogno di garantire la sicurezza di strade e scuole”

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Viterbo - Palazzo Gentili, sede della provincia

Viterbo – Palazzo Gentili, sede della provincia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le elezioni provinciali di Viterbo del prossimo 15 dicembre non debbono rappresentare soltanto una sorta di adempimento politico-amministrativo, bensì possono costituire un momento di rilancio per l’ente di palazzo Gentili e per la stessa democrazia a livello locale.

Per lungo tempo si sono protratte campagne di informazione che, additando al pubblico ludibrio “la casta”, hanno individuato nelle province uno dei simboli della mancanza di sobrietà, se non delle degenerazioni della politica.

Ma esse hanno sbagliato obiettivo, perché gli enti intermedi riuscivano ad essere molto più rigorosi di altri nella gestione e soprattutto veramente utili ai loro territori, ai comuni, ai cittadini.

Si è cercato di eliminarli dalla Costituzione, di strangolarli sul piano finanziario, di privarli di professionalità e competenze (ciò che è oggi aggravato da tanti pensionamenti di personale).

Eppure le province sono rimaste e, come prevede la nostra Costituzione ed è stato confermato da un un referendum popolare che ne ha respinto la riforma, esse sono tra gli enti costitutivi della Repubblica, al pari di Stato, regioni, città metropolitane e comuni.

Hanno resistito perché dotate di “resilienza istituzionale”, perché sono tuttora chiamate a svolgere funzioni fondamentali: in materia di viabilità e trasporti, per la programmazione territoriale e la tutela dell’ambiente, per la programmazione della rete e la gestione edilizia degli istituti scolastici, nonché quali stazioni uniche appaltanti e per altre attività di assistenza tecnica ai comuni.

È per questi motivi che Sinistra civica per la Tuscia rivolge un appello a tutte le forze di centro-sinistra, civiche, ambientaliste, ma anche al Movimento 5 Stelle, perché, a partire dai sindaci e dai consiglieri comunali chiamati ad esprimere il proprio voto il 15 dicembre per eleggere il nuovo consiglio provinciale, possa iniziare una fase di cambiamento.

È un appello che intende da un lato rivendicare maggiori risorse finanziarie, umane e strumentali per svolgere al meglio le funzioni che sono oggi proprie della Provincia: garantire la sicurezza di strade e scuole, in primo luogo, ma anche svolgere con tempestività ed efficacia le attività a tutela dell’ambiente, ciò che costituisce un patrimonio fondamentale del Viterbese.

Ma da un altro lato è un appello che intende rivendicare il rilancio di un ruolo che possa rendere ancora più forte e autorevole un ente che rimane necessario.

Un ruolo che consenta ad esempio di avere uno sguardo attento e sensibile sulle trasformazioni che stanno investendo l’agricoltura viterbese e, ad esse connesse, sulla gestione del ciclo delle acque, cercando di contribuire a governare in maniera utile ai territori la vicenda della crisi di Talete. Ma anche costruire reti di sviluppo, come potrebbe avvenire nel settore turistico.

Per questo il passaggio elettorale di dicembre deve costituire un momento per alimentare la discussione sul ripristino della elezione popolare diretta del presidente e dei consiglieri, sulla nomina di una giunta, sul ripristino di quel minimo di indennità che consentano a chi si assume l’onere – ben prima che l’onore – di amministrare un ente così importante di poterlo fare con dignità.

Occorrerebbe riformare il sistema delle autonomie locali nel suo complesso, sapendo che prima o poi in questo contesto si scioglierà il nodo del governo di Roma Capitale e della sua area metropolitana, con le conseguenze che ciò eserciterà inevitabilmente sulla Tuscia.

Ma intanto la Regione Lazio potrebbe aprire una riflessione su alcune competenze, per attribuire e rafforzare concretamente la possibilità delle province di essere ancora più utili, davvero protagoniste del governo delle aree vaste del nostro territorio, di potere tessere reti locali più forti e strutturate.

Sinistra Civica per la Tuscia, dopo l’incontro con il presidente della Provincia e alcuni sindaci e consiglieri svolto lo scorso 25 ottobre, propone dunque questo suo contributo per alimentare la discussione in vista del 15 dicembre ed oltre, anche con l’obiettivo di contrastare chi, come in alcuni settori delle destre, intenderebbe utilizzare questa scadenza come passaggio di una partita a scacchi, con l’obiettivo di logorare la presidenza di Piero Nocchi, puntando irresponsabilmente a usare la leva amministrativa per combattere una battaglia politica piuttosto che lavorare responsabilmente nell’interesse del territorio.

Un contributo che, riteniamo, faccia parte di un impegno di rilancio della rappresentanza e di ricostruzione di corpi sociali e istituzionali per rigenerare elementi di tessuto connettivo sociale, restituendo la possibilità di rilancio di una nuova e più ampia esperienza democratica, contrastando quei fenomeni di “disintermediazione” e riduzione dei luoghi del confronto che stanno minando le istituzioni e la società, lasciando sempre più soli gli individui, tra insicurezze e rancori.

Un contributo che auspichiamo possa essere ripreso e rilanciato in primo luogo con nuove iniziative di partecipazione e confronto in tutta la Tuscia.

Sinistra civica per la Tuscia


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