Viterbo – (ma.ma) – Compra un telefonino per un conoscente che però lo aggredisce perché non vuole restituirgli i soldi della spesa. E’ accaduto nel 2015 e ieri mattina ha avuto il via il processo che vede nel banco degli imputati il presunto aggressore, difeso dall’avvocato Luigi Mancini. L’udienza si è svolta davanti al giudice Giacomo Autizi che in aula ha ascoltato due teste, uno dei quali la parte offesa.
Il fatto è accaduto il 21 agosto 2015 quando la presunta vittima e l’imputato si sarebbero recati in un centro wind per l’acquisto di un cellulare tramite abbonamento. A pagare il dispositivo sarebbe stata la presunta vittima, ma a usare il telefonino doveva essere l’imputato. Più volte la parte offesa avrebbe chiesto di essere risarcito per l’acquisto di quel cellulare e l’imputato non avrebbe avuto mai l’intenzione di sanare il debito e lo avrebbe anche aggredito.
Il primo a sedersi sul banco dei testimoni è stata proprio la presunta vittima che ha ricordato il giorno dell’aggressione. “Sono uscito di casa – ha raccontato il teste -, sono sceso per le scale e ho visto l’imputato che mi aspettava. All’inizio si è nascosto e poi mi ha sorpreso alla spalle. Mi ha preso per le spalle e mi ha sbattuto al muro e poi mi ha messo anche una mano in bocca. Mi voleva soffocare. Io allora per liberarmi gli ho dato un morso e poi sono scappato”.
La vittima ha detto di essersi recata, poco dopo l’aggressione, dai carabinieri per la denuncia. Il teste ha chiarito in aula che quello descritto non sarebbe stato l’unico episodio violento nei suoi confronti. Altre volte infatti l’imputato lo avrebbe infastidito. “Mi ha menato – ha aggiunto la vittima in aula – perché io volevo i soldi con cui avevo pagato il telefonino”.
A essere ascoltato anche un altro testimone, la dipendente del centro wind in cui i due hanno acquistato il cellulare. La donna in aula ha confermato di aver venduto il dispositivo alla parte offesa e all’imputato.
Al termine della testimonianza il giudice Giacomo Autizi ha rinviato il processo al 30 marzo per la discussione.
