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“Sono dei poveri cretini che hanno solo idee insensate”

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Felice Casini e Vittorio Sgarbi

Felice Casini e Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Sutri - Lillo Di Mauro

Sutri – Lillo Di Mauro

Sutri – “Sono dei poveri cretini che hanno solo idee insensate”. Vittorio Sgarbi contro la sua maggioranza, che per il sindaco di Sutri è inesistente: “Non rispondono a me, ma ai loro partiti”. Conferma l’intenzione di sostituire quattro consiglieri con quelli d’opposizione, nominando Lillo Di Mauro vice sindaco: “Potrei farlo entro fine ottobre”. Unica soluzione possibile per andare avanti. “I quattro consiglieri di maggioranza possono aggiungersi ai tre assessori”.

Sgarbi, lei si ritiene un sindaco senza una maggioranza?
“Il comune ha una maggioranza inesistente – spiega Vittorio Sgarbi – perché la lista Rinascimento che io feci in totale buonafede, confidando nel mio peso di leader nazionale e nell’effetto che poi è accaduto, cioè che tutti parlino di Sutri, non c’è nei fatti. La maggioranza non esiste, perché ognuno vuole le cose sue”.

La lista Rinascimento raccoglieva esperienze politiche variegate. Da Casapound al Pd. Oggi cosa rimane?
“Ognuno è tornato col suo partitino, anziché essere intorno al fondatore della lista, che sono io. Uno con Forza Italia, uno con Fratelli d’Italia, c’è anche uno del Pd. Il più serio di tutti, nel senso che non fa niente. Non è un grande lavoratore, ma non ha mai contraddetto la logica dell’alleanza. Dopo un anno mi trovo che rivendicano la rotazione degli assessori. Rotazione di che? Nessuno me ne ha parlato. Non c’è un solo mio uomo in giunta, fanno tutti riferimento a questo vicesindaco Felice Casini. Li ha voluti lui. Io avevo proposto gente come Oscar Farinetti, ma niente. Non basta. In virtù di questa rotazione, c’è stato un altro colpo di scena. Due escono e vanno all’opposizione. Uno c’era già andato. Ma chi vogliono prendere per il culo questi qua?”.

Cosa recrimina alla sua (non) maggioranza?
“Pretendono che io risponda a piccole idiozie, come un’insensato scontro su un senso di marcia o si oppongono a tremila euro per acquistare vasi di terracotta, decoro per la città o la promozione del museo. Polemiche non dall’opposizione, che capisce. Hanno una persona intelligente, ma da quelli di maggioranza. Poveri cretini che hanno solo idee insensate e con gente dentro, come il consigliere Amori che dopo due mesi ha iniziato a insultarmi. Non è una persona qualunque, ma il cognato del vicesindaco Felice Casini. Io sono andato lì a farmi prendere per il culo e perdere tempo? Me ne vado”.

Quindi lascia Sutri?
“Siccome sono una persona gentile e innamorata dell’Italia, mi sembra malinconico abbandonare il paese a se stesso, facendolo diventare come qualunque altro borgo lì intorno, di cui nessuno sa niente”.

Perciò resta. In una situazione politica a dir poco ingarbugliata. Come pensa di risolverla?
“Uno come me, di carattere poco accomodante, se ne andrebbe e basta. Sarebbe logico. Ma non me ne vado, perché mi dispiace che Sutri torni a essere un borgo in cui dominano quattro famiglie e gente che non ha un’idea in zucca. Nemmeno mezza. Non ce la fanno. In questo clima, sono venuti da me quelli della ex maggioranza. I quattro consiglieri e gli altri tre che sono assessori. Già da otto diventano sette, perché tale Vittori se n’è andato subito, inventandosi un movimento e gli altri rispondono ognuno a un partito diverso, litigano tra di loro. Per cui, la maggioranza non si è disgregata, ma non è mai nata. Dei quattro, due sono tendenzialmente fedeli a me, Maggini e Zocchi. Gli altri sono degli atomi. Non c’è una maggioranza, non esiste nei numeri. Uno cosa dovrebbe fare? Non sono uno psicanalista, non sono nemmeno un politologo. Sono uno che ha visto una bella città e pensato di poter fare qualcosa”.

Le rimane un problema, che fa?
Io non possono nominare assessori nuovi. Se lo faccio, i vecchi vanno all’opposizione”.

Per cui entra in gioco l’opposizione, Lillo Di Mauro e i suoi?
“I consiglieri d’opposizione sono tutti politicamente compatti, non si distinguono in sottocorrenti e il capo mi ha fatto un’opposizione sempre rispettosa, è un letterato, un erede di Pasolini, una persona sensibile. Non posso dire che la sua opposizione sia stata personalistica, mentre gli atti della maggioranza sono stati personalistici. La minoranza ha una dignità e c’è Lillo Di Mauro. Si rende conto che se io sono a Sutri, Sutri esiste, se non ci sono, scompare. Hanno questa visione, a differenza della maggioranza che è molto egoista. Gente volgare. I quattro consiglieri d’opposizione sono compatti, si aggiungono ai tre assessori. Perché capiscono che io sono un valore aggiunto e questo prova l’intelligenza di Lillo Di Mauro”.

Quando pensa di portare a termine il cambio?
“Tutto è iniziato ad agosto, ed è arrivato al punto di cottura il primo ottobre. Una volta chiarito che l’opposizione era pronta a fare questo accordo, che non è un ribaltone ma una specie di governo d’unità civica, si sono riuniti per discuterne e io verso la fine del mese potrei fare questa sostituzione con i quattro dell’opposizione. Un’operazione che non ha un sapore politico, ma è inevitabile con una maggioranza che si dichiara tale, ma che non lo è”.

Resta sempre la domanda: a Vittorio Sgarbi, con questa situazione, chi glielo fa fare? Da queste parti si dice, la tigna.
“Io non sono tignoso. Sutri è un posto bellissimo e molto sottostimato. Chiunque viene lo ritiene meraviglioso. Dare luce a un luogo dimenticato mi ha fatto scegliere scegliere d’essere sindaco in un piccolo comune”.

Però, visto il clima, potrebbe andarle male…
“Non sarebbe tanto il mio fallimento, eventualmente. Io dopo due mesi faccio un’altra cosa. Sarebbe il fallimento di Sutri, nel momento in cui abbiamo preso palazzo Doebbing con le mostre, Caffeina, persone che vengono e se ne innamorano. Ma a queste persone non è che io posso spiegare che non ho consiglieri, ma dei matti”.

L’intesa con l’opposizione è l’ultima chance che si dà?
“Dimettermi sarebbe logica come cosa, ma contraria all’interesse della Tuscia e di far conoscere un posto bello come Sutri. Una promozione come accaduto a Civita di Bagnoregio. Sgarbi è la promozione di Sutri, le mostre e quanto fatto finora ne sono la conferma”.

Non potrebbe dimettersi e poi ricandidarsi a sindaco con una squadra diversa?
“Potrei scegliere di dimettermi e andare a votare, lasciando il paese alle bande o mi potrei candidare io con lei, persone non di Sutri. Vincerei. Ma io non voglio ricandidarmi. Altrimenti farei una lista da solo, con lei, uno di Aosta e uno di Salerno a caso e vincerei. Non perché sono più forte, ma perché i cittadini preferiscono avere Sgarbi che porta cose, piuttosto che questi che non portano niente. Non è una questione politica. Ma non voglio tornare a votare, perché non intendo ricandidarmi”.

Non c’è possibilità di ricucire con la sua (non) maggioranza?
“Se venissero in ginocchio potrei commuovermi. Ho posto questa questione: la maggioranza si deve presentare con i sette tutti compatti e facciano dimettere Nunzia Casini, quella senza carattere e Matteo Amori. Così possono entrare i primi due dei non eletti, due ragazzi giovani e simpatici, Conti e Antonio Oriente, nome tra l’altro bene augurante”.

Le pare uno scenario possibile?
“Non lo faranno. Queste dimissioni toglierebbero due mele marce dalla pseudo maggioranza. La Casini ha innescato il casino perché voleva il posto in giunta della Mercuri. Se Casini e Amori se ne vanno, quelli che entrano non hanno pretese. Ma escludo che possa accadere”.

Giuseppe Ferlicca


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