Viterbo – (g.f.) – “Dobbiamo costringere le persone a venire in centro”. Cura un po’ drastica, ma forse Massimo Erbetti (M5s) ha proposto l’unica possibile, viste le condizioni in cui versa la città dentro le mura.
Ieri una seduta straordinaria di consiglio comunale che a parole è stata definita da tutti importante, ma che nei fatti si è trascinata in modo stanco.
Tanti buoni propositi pronunciati al vento, in un’aula semideserta e i banchi praticamente vuoti.
E al vento, anche Erbetti ha lanciato la sua proposta. Provocatoria e forse nemmeno tanto.
“Dobbiamo costringere le persone a venire in centro – osserva Erbetti – deve venirci per forza e se la gente torna poi apre magari un negozio nuovo o un bar”.
Attualmente l’amministrazione comunale pare che invece si stia adoperando per allontanare le persone e chi ha un’attività commerciale o un locale.
“Invece di incentivare le attività – spiega Erbetti – si blocca tutto, con la scusa del decoro urbano. Già c’è chi dichiara d’avere avuto un calo degli incassi”.
Riferimento ai nuovi orari di chiusura del locali. Parole tante, fatti pochi. Forse il problema è tutto qui: “Se il centro storico fosse stato al centro dei pensieri di chi amministra – spiega Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) – oggi qualche risultato si dovrebbe vedere. Invece il centro storico è morto e oggi, semmai, dobbiamo parlare di una possibile resurrezione”. Se possibile.
“Non voglio più sentire parlare – continua Antoniozzi – di rilancio del centro storico e simili. Questa è fuffa, sentita in 55 anni. Ne ho piene le scatole e anche i cittadini”.
La seduta di consiglio, comunque non è esaustiva. Si torna in commissione con gli ordini del giorno presentati e poi di nuovo a palazzo dei Priori.
– “Dal 2012 non si rinnovano nemmeno i permessi”
