Viterbo – (g.f.) – “Dieci litri d’acqua al secondo per le ex Terme Inps”. La risorsa termale c’è. Giuseppe Pagano, geologo, ne è abbastanza certo.
“Non nutro perplessità – osserva Pagano in seconda e quarta commissione ieri mattina – sulla portata di dieci litri, prevista nella concessione. Dal pozzo Gigliola ne sono stati erogati anche oltre venti litri”.
L’acqua c’è. Manca il progetto. Quello Federterme sarà presentato la prossima settimana, poi dovranno partire le procedure per avviare il recupero. A qualche imprenditore piacendo.
Nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo allo stabilimento chiuso e al pozzi. C’era anche l’Arpa.
Quando operava, l’ex Inps attingeva dal pozzo Gigliola e anche da Uiveto. “Sono stati perforati a inizio anni Sessanta – continua Pagano – appena aperti erogavano 20 litri al secondo, poi si sono assestati a un livello più basso. Quindi la potenzialità c’è, anche se si il Gigliola è ormai lasciato nell’abbandono.
Andremo con una piccola pompa e verificare la portata. È stata già contattata una ditta locale per questo”. La scelta del Gigliola secondo Pagano è giusta anche per la distanza rispetto ad altre realtà intorno e quindi con meno rischi d’interferenza nel bacino termale, Terme dei Papi e Bullicame per primi.
“In ogni caso – fa notare Alvaro Ricci (Pd) – ci deve essere la garanzia che i dieci litri al secondo ci siano. A chi dovrà investire nel recupero delle ex Terme Inps va garantita la materia prima”.
Qualcosa si muove, invece, alle Zitelle. “Abbiamo stanziato 135mila euro – spiega l’assessore al Termalismo Enrico Maria Contardo – il comune ha richiesto la concessione alla regione e a breve arriverà la risposta.
Da cinquant’anni lì si disperde acqua nelle campagne. Il pozzo sarà chiuso e sarà valutato se mettere a disposizione la portata alle ex Terme Inps.
L’intervento è da fare entro dicembre, dal momento che è finanziato con fondi dall’avanzo di bilancio”.

