Viterbo – (sil.co.) – “Facciamo pace, vieni qua”. La vittima gli crede e lui e lui lo atterra con un pugno violentissimo sferrato in piena faccia.
A distanza di quattro anni è stato condannato a quattro mesi di reclusione e a una provvisionale di tremila euro alla vittima per un pugno che ha atterrato il rivale, con il quale aveva appena avuto un alterco, all’esterno di una discoteca del capoluogo. La vittima potrà ora chiedere un più cospicuo risarcimento in sede civile.
Si tratta di un viterbese, che è stato processato venerdì scorso per lesioni davanti al giudice Silvia Mattei, la quale ha accolto la richiesta di condanna della procura.
Nel 2014, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe aggredito a tradimento un coetaneo all’esterno di una discoteca dalla quale entrambi erano stati allontanati dalla security in seguito a un acceso diverbio.
L’imputato, uscendo, avrebbe chiamato verso di sé la vittima, facendo il verso di porgergli la mano. “Facciamo pace, vieni qua”, gli avrebbe detto. Ma quando l’altro è stato a portata, avrebbe stretto la mano e pugno e lo avrebbe atterrato colpendolo in faccia, per poi proseguire con calci e pugni, mentre era riverso sulla strada.
Secondo i testimoni oculari, il giovane che ha avuto la peggio, e nell’imemdiatezza avrebbe anche perso i sensi, avrebbe avuto il volto coperto di sangue e la camicia ridotta a brandelli, in seguito alla fulminea e brutale aggressione. Uno, in particolare, ha riferito: “A causa del pugno ricevuto, aveva la faccia gonfia di un gonfiore esagerato”. Medicato a Belcolle, ha riportato una prognosi di 25 giorni, con frattura del naso e lesioni varie alla tempia e in zona periorbitale.
