Ronciglione – Il fidanzato di Maria Sestina: “Al processo combatterò col coltello in mezzo ai denti perché fu lei a spingere me per le scale”.
Continua a proclamarsi innocente Andrea Landolfi Cudia, recluso da due settimane nel carcere romano di Regina Coeli con l’accusa dell’omicidio volontario di Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera 26enne originaria della provincia di Cosenza, precipitata per le scale della casa della nonna del pugile dilettante, a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio scorso.
“Sono innocente”, ha detto il trentenne romano a Quarto Grado durante un’intervista telefonica, rilasciata poco prima dell’arresto del 25 settembre, quando già sapeva della decisione della cassazione.
“Mi ha spinto Sestina”
Nega, il trentenne, di avere gettato la fidanzata dalle scale. “Testimone è stata mia nonna, la spinta che ho ricevuto è stata da Sestina – ha spiegato ricostruendo la dinamica di quello che scondo lui è stato un incidente – poi rendendomi conto che stavo per cadere mi sono aggrappato al suo braccio per spirito di sopravvivenza, perché lei si è avvicinata a me perché voleva recuperarmi dopo la spinta e là siamo caduti insieme”.
Nessun litigio forte al pub per gelosia
“Assolutamente no, io mi sono avvicinato ad una ragazza che faceva parte del pub , le ho chiesto un tagliere o era un bicchiere di vino e si è ingelosita Sestina, ma una lite furibonda non c’è mai stata”, ha ribadito il trentenne.
“Mi hanno tolto un figlio per futili motivi”
“Perché hanno detto che è stato omicidio, un omicidio con efferatezza, con gravi indizi di colpevolezza. Invece non è vero, perché i Ris sono entrati tre volte con esami irripetibili e non hanno trovato nulla. Lotterò fino alla fine perché io ho perso una compagna, mi hanno tolto la patria potestà e no vedo più mio figlio da otto mesi. Il bambino ha detto che siamo caduti in tre e che siamo caduti in due, che avevamo le facce belle, che io ho spinto Sestina e che Sestina ha spinto me, che siamo caduti tutti e tre e poi a un certo punto il bambino finisce la conversazione dicendo: ‘E poi mi sono svegliato’. Si figuri un po’”.
“Non credevo di andare incontro ad un esito così. Io nel processo combatterò col coltello in mezzo ai denti perché la verità deve uscire fuori”, ha detto il giovane. ”Per il gip era un incidente domestico, io sono concordante con il gip perché ha fatto la ricostruzione in base a tutte le prove e ha dichiarato inammissibile la carcerazione perché era un incidente domestico. Io non ho paura di nulla: male non fare, paura non avere”, ha poi proseguito.
”E’ giusto che mi abbiano puntato il dito contro perché devono sapere la verità, ma la verità la verranno a sapere comunque sia durante la fase processuale – ha detto riferendosi alle accuse dei parenti della vittima – io non ho gettato Sestina dalle scale, qua siamo tutti in lutto, io e la mia famiglia siamo in lutto per Sestina. Io sono in lutto perché sono il suo compagno”.
“Hanno ritrovato delle tracce orizzontali, non verticali, della caduta che abbiamo fatto io Sestina, dove io ho battuto il capo e da dietro il cervelletto, e Sestina ha battuto la testa, ma non ci siamo accorti di questo perché, comunque sia, l’emorragia era interna e se fosse uscito del sangue avrei chiamato subito l’ambulanza”, ha proseguito Landolfi. Alla domanda dove abbia battuto la testa la 26enne: “Io questo adesso non me lo posso ricordare di certo, perché io con certezza non glielo posso dire”.
Poi le presunte botte date la stessa sera del delitto alla nonna, scappata nel cuore della notte, per cui il giovane è accusato anche di lesioni aggravate: “Non è assolutamente vero, io ho scansato mia nonna con un palmo, con il dorso della mano. Non si è spaventata, è rimasta là e ha visto Sestina che stava bene. Mia nonna è stata operata, quindi ha nove stent e per la paura si è dovuta andare a fare vedere in ospedale”.
Andrea e Sestina, insieme da tre mesi
Maria Sestina Arcuri è morta il 6 febbraio 2018 all’ospedale di Belcolle, dove era stata ricoverata attorno alle 7 del mattino del 4 febbraio. Con Landolfi Cudia, che aveva conosciuto appena tre mesi prima, aveva trascorso la serata di domenica 3 febbraio in un pub di Ronciglione, assieme al figlioletto di cinque anni di lui. La coppia stava trascorrendo col piccolo il weekend a casa della nonna di Landolfi, Mirella Iezzi. Nonostante stessero insieme soltanto da novembre, facevano sul serio. Durante le vacanze di fine anno Andrea e Maria Sestina erano andati insieme dai parenti della giovane, a Nocara, in provincia di Cosenza.
Silvana Cortignani
