Viterbo – (g.f.) – Francigena, partono i pignoramenti. Si complica la vicenda legata al pagamento del contributivo aggiuntivo regionale ai lavoratori dal luglio 2012 e fino al 2016.
A maggio la sentenza del tribunale, ma alcuni dipendenti, non avendo nel frattempo ricevuto quanto dovuto sono andati avanti. Si tratta in totale di 37mila 261, euro per i quali i legali dei lavoratori andranno a bussare al comune.
Obiettivo, pignorare tutte le somme di denaro detenute a qualsiasi titolo da Francigena, fino al raggiungimento del totale richiesto. In pratica, le eventuali somme che l’amministrazione comunale deve versare alla sua partecipata, vanno ai dipendenti Francigena. Per il totale di 37mila euro. Pare che con alcuni sia stata raggiunta un’intesa, non con tutti. Chi è rimasto fuori è arrivato alle estreme conseguenze.
Una situazione che si trascina da anni e che non sembra arrivata ancora al capolinea. Più volte Viterbo 2020 è intervenuto in consiglio comunale e non solo. Senza esito.
Il finale, per Chiara Frontini è scontato. “Era chiaro che si sarebbe arrivati a questo punto – ricorda Frontini – abbiamo sollecitato l’amministrazione più di una volta in consiglio comunale, durante questa consigliatura e anche nella precedente”.
Fino all’ultima seduta di consiglio. “Quando l’assessore Enrico Maria Contardo ha confermato di voler procedere in questa vicenda con l’appello.
Un muro contro muro è una follia e porterà ancora danni a una società che, così com’è, rappresenta un peso, mentre dovrebbe essere un’opportunità. Opportunità d’innovazione per avere finalmente un tpl degno di un comune capoluogo e che ci permetta nel medio periodo, di ridurre l’uso del mezzo privato, che a Viterbo raggiunge vette inimmaginabili, oltre 70 auto ogni 100 abitanti. Con notevole impatto ambientale e sulla qualità stessa della vita”.
La strada invece sembra un’altra. “Si continua a giocare sperperando i soldi dei contribuenti in consulenze legali e cause inutili – prosegue Frontini – mentre sarebbe tempo di mettersi seduti intorno a un tavolo e trovare un accordo con le parti sindacali, che hanno a più riprese dimostrato l’intenzione di ragionare sia sulla produttività, sia su una rateizzazione del debito”.
