Viterbo – (sil.co.) – Sarebbe potuta finire in tragedia. Tre minori allo sbando in un appartamento di un centro della provincia di Viterbo. Tre fratellini, due maschi e una femmina, lasciati soli dai genitori. O quantomeno dal padre, un italiano, papà di tutti e tre, mentre le madri sarebbero diverse. Nella casa dove vivevano, quando il caso è venuto a galla, non sarebbe stato trovato nessun adulto a prendersi cura dei piccoli.
Un processo delicato, per abbandono di minori, quello celebrato ieri davanti al giudice Gaetano Mautone, in cui sono imputati due uomini e due donne. Uno di loro, l’unico italiano, è padre di tutti e tre i bambini, mentre diverse sono le madri.
I fatti risalgono al 2013, quando una bambina sarebbe caduta da un piano all’altro, procurandosi delle lesioni fortunatamente lievi.
Il suo pianto ha però fatto scattare l’allarme e anche se non è chiara la dinamica dell’accaduto, difficile da ricostruire data la tenera età della vittima. Quando sul posto sono intervenuti i soccorritori coi carabinieri i tre piccoli sono stati trovati, di fatto, in stato di abbandono. Per prima cosa sarebbero stati rifocillati perché, a quanto è dato sapere, sarebbero stati denutriti e affamati.
Successivamente all’intervento, i fratellini sono stati portati in salvo in un luogo sicuro e poi dati in affidamento, mentre i quattro adulti che avrebbero dovuto occuparsi di loro sono stati denunciati per abbandono di minori.
Il processo – aperto al pubblico e che si celebra a porte aperte, sia a tutela dei diritti dei minori che degli imputati, nonostante qualche incomprensibile resistenza da parte degli avvocati difensori – riprenderà il 27 marzo 2020.
