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“Gianlorenzo aveva il collo spezzato e tutte le costole rotte, ma è morto d’infarto”

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Angelo Gianlorenzo

La vittima Angelo Gianlorenzo

Il pm Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Tuscania – “Angelo Gianlorenzo aveva il collo e la schiena spezzati e tutte le costole rotte, ma è morto d’infarto”. La morte per infarto è l’unico punto su cui sono d’accordo tutti i periti. Su cosa abbia scatenato l’attacco cardiaco invece è scontro. 

Per la difesa dell’imputato, a differenza di procura e parti civili, non sono stati i colpi alla testa, le due fratture vertebrali e le costole fratturate a provocarlo. “Gli era stata sostituita una valvola aortica, era cardiopatico e assumeva sicuramente l’aspirinetta che fluidifica il sangue e aumenta il rischio di emorragie”, sostengono gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Danilo Scalabrelli. 

Sul nesso causale tra il decesso, la colluttazione e le lesioni interne riportate nel corso della presunta lite con l’imputato è stata battaglia tra i periti della procura e delle parti civili e quello della difesa di Aldo Sassara. Sassara è il 77enne accusato di avere ucciso nelle campagne di Tuscania il cognato 83enne, Angelo Gianlorenzo, la mattina del 14 agosto 2016.

E’ ripreso così, ieri davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Maria Rosaria Covelli, il processo per l’omicidio di ferragosto. In aula la dottoressa Mariarosaria Aromatario, che ha eseguito l’autopsia per il pm Massimiliano Siddi, il medico legale falisco Fabio Ricci per i familiari della vittima e il dottor Pierluigi Farina per la difesa. 


“Cadavere in stato di putrefazione al momento dell’autopsia”

Un compito non facile quello eseguito dalla dottoressa Aromatario il 17 agosto, tre giorni dopo il ritrovamento del corpo massacrato della vittima, rimasto fino al tardo pomeriggio sul luogo del delitto, sotto il sole e il caldo torrido, in attesa che, nella giornata prefestiva, venisse rintracciato un medico di turno per l’esame esterno.

“Il cadavere era in stato di putrefazione”, ha spiegato il medico legale, secondo la quale è stato “il fenomeno nel suo complesso” a provocare la morte per infarto di Gianlorenzo. “Traumatismi così grandi – ha detto – si trovano di solito in caso di precipitazioni o investimenti”.


Il giallo delle costole fratturate

Camicia strappata, dentiera a diversi metri di distanza, emorragia alla testa.  E l’impianto sternale completamente staccato dalla gabbia toracica.

Ma per la difesa le costole potrebbero essersi fratturate durante un “maldestro tentativo di rianimazione” o per il passaggio sul corpo di animali tipo pecore o cinghiali. “Di sicuro sono state rotte in limine vitae o post mortem. E le fratture sono compatibili sia con una spinta al suolo, sia con la sormontazione. L’omicida potrebbe esserci saltato sopra”, secondo la Aromatario.


“Un sasso triangolare intriso di sangue l’arma del delitto”

Un particolare su cui hanno posto l’accento i difensori di parte civile Giovanni Bartoletti, Corrado Cocchi e Francesco Bergamini. “Compatibile”, secondo la consulente della procura. 


Impossibile stabilire l’ora della morte

Per ore sotto il sole cocente. Nemmeno la dottoressa Anna Maria Corbianco, la prima a esaminare il cadavere verso le 18 del 14 agosto, ha potuto dare indicazioni sull’ora della morte. In base al rigor mortis potrebbe essere avvenuta verso le 11, per la difesa. Quando l’imputato era già passato davanti alle telecamere in motorino, vestito diversamente rispetto all’andata?

Il processo riprenderà l’11 novembre. 

Silvana Cortignani


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