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“Ho la sindrome di Down e sogno di fare il carabiniere”

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Alessandro Messina con una rappresentanza dei carabinieri, tra cui il maggiore Anna Patrono

Alessandro Messina con una rappresentanza dei carabinieri, tra cui il maggiore Anna Patrono

Alessandro Messina con la divisa da carabiniere

Alessandro Messina con la divisa da carabiniere

Vallerano – “Ho la sindrome di Down e sogno di fare il carabiniere”. Il desiderio è del 22enne Alessandro Messina, ed è stato raccontato dal padre nel libro “Storie normali di un ragazzo speciale. Vivere in famiglia la disabilità quotidiana”. La presentazione è avvenuta ieri a Vallerano, alla presenza della comandante dell’Arma di Civita Castellana Anna Patrono.

Alessandro è un ragazzo col sorriso sempre pronto e con il sogno di fare il carabiniere. “Chiamarti collega è per noi un onore”, gli fa sapere oggi l’Arma. Che ieri, tramite la comandante Patrono, gli ha regalato i gradi di maggiore e un’agenda. Alessandro, protagonista indiscusso della giornata, indossava per l’occasione la mimetica dei carabinieri.

Quello di Mauro Messina, papà di Alessandro, è un libro autobiografico, dedicato proprio al figlio. Un percorso, fin dalla nascita, ricco di sorprese in cui la drammaticità della vita di tutti i giorni, che in molti casi produce esclusione e isolamento, lascia il posto a una partecipazione condivisa in cui si scoprono nuove avventure, personalità, emozioni, a confronto con chi, inizialmente restio a conoscere, si immerge nell’esperienza del vissuto ‘diverso’.

La singolare storia di Alessandro, carabiniere per volontà e determinazione nonostante le limitazioni della sua condizione congenita, è stata autoprodotta in famiglia e narrata in un’opera letteraria che è stata presentata per la prima volta durante la Festa della castagna di Vallerano, sabato pomeriggio nella sala Benedetti del borgo medievale. A introdurre l’evento è stato Luigi Cimarra. “Madrina d’eccezione” il comandante della compagnia carabinieri di Civita Castellana, Anna Patrono. Presenti anche il sindaco di Vallerano, Adelio Gregori, e la consigliera alle politiche sociali, Ilenia Pizzi.

“Alessandro – spiega il padre – è un ragazzo desideroso di dare il suo contributo al mondo, gridando in tutti i modi possibili ‘io ci sono, eccomi qui’. Ha un particolare talento per intrufolarsi in situazioni tali che lo salva solo la sua capacità innata di coinvolgere la gente, rendendolo famoso come ‘Alessandro il Grande’. Ho deciso di scrivere questa storia per accompagnare i genitori alla scoperta del mondo di chi ha la sindrome di Down, come mio figlio, e per testimoniare il quotidiano di tutti coloro che vivono in compagnia di una disabilità.”

La passione di Alessandro per l’Arma nasce attraverso l’ippoterapia, che praticava dai carabinieri all’età di 9 anni. Andando avanti nel tempo, alcuni esponenti dell’Arma lo hanno preso in simpatia portandolo a iscriversi all’associazione nazionale carabinieri: con il tesserino in mano, il ragazzo si è iniziato a sentire a tutti gli effetti un loro componente e ha sviluppato una passione incentrata sulla rassegna stampa quotidiana degli eventi annessi ai carabinieri, sulla ricerca di eventi e news a essi collegate (in primis le novità sulla divisa che indossa tutto il giorno, optando per il pigiama solo nelle ore di sonno), scrivendo verbali con lo stesso stile e partecipando attivamente a sfilate e parate dell’Arma, tra cui anche quella del 2 giugno. A dimostrazione che Alessandro è il carabiniere più convinto di tutti quanti, ha scritto un manuale per i colleghi con una serie di regole, create secondo il suo punto di vista, nel nome del rispetto etico assoluto di chi svolge questo mestiere. Insomma, un carabiniere doc.


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