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“Ho presentato denuncia contro il capo di gabinetto del sindaco”

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La denuncia di Candida Pittoritto ai carabinieri

La denuncia di Candida Pittoritto ai carabinieri

 

La denuncia di Candida Pittoritto ai carabinieri

La denuncia di Candida Pittoritto ai carabinieri

Candida Pittoritto

Candida Pittoritto

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri ho provveduto a esporre querela di parte alla stazione dei carabinieri di Cerveteri contro l’architetto Paolo Marioni, capo di gabinetto del comune di Sutri, per le sue dichiarazioni in merito alla sua arbitraria rimozione dell’incaricato alla Cultura del comune di Sutri, Pietro Lateano, e a controllare gli atti firmati in precedenza.

Adesso sarà compito dell’autorità giudiziaria, fare le opportune indagini in merito e accertare il reato eventualmente commesso dallo stesso architetto Marioni.

Candida Pittoritto
Civiltà Italiana


“Il 12 ottobre – si legge nella denuncia – a mezzo comunicato Whatsapp, l’architetto Paolo Marioni, capo di gabinetto del sindaco del comune di Sutri dichiara, di fatto autodenunciandosi, di aver usato la firma elettronica del sindaco Vittorio Sgarbi per revocare l’incarico al delegato alla Cultura Pietro Laetano.

La frase seguente ‘Tale decreto firmato elettronicamente con firma digitale è stato frutto di una mia decisione e di una errata interpretazione dei fatti. Sono responsabile anche dell’errore di battitura per aver scritto ‘archetto Pietro Laetano’ anziché ‘architetto Pietro Laetano’.

Tale imprecisione è da attribuire esclusivamente alla mia persona…’ dalla quale si evince – continua la denuncia – che l’architetto Paolo Marioni abbia commesso un abuso di ufficio con un falso in atto pubblico. Pertanto chiedo a questo spettabile comando di indagare per quanto sopra”.


 


Presunzione di innocenza
La querela è semplicemente l’atto, di chi si ritiene persona offesa o pensa di aver rilevato irregolarità, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi.

Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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