Firenze – “Io non sono un egoista, non lascio il futuro a chi parla per slogan”. Matteo Renzi chiude la tre giorni alla Leopolda e apre così il suo intervento.
“Proporre idee non è lanciare ultimatum, come se dico di non tartassare le partite Iva – dice Renzi – da questo salone non è arrivato un ultimatum al governo, semmai il primato della politica. Per non vivere di spot
Quota cento è uno spot, perché Salvini possa dire d’avere risolto il problema dei pensionati. È la politica dell’annuncio. Come quanto si blocca un barcone e hai risolto il problema dell’immigrazione, se in contemporanea ne arrivano tanti altri di barchini. Al populista non interessa risolvere i problemi, li vuole enunciare e basta.
Salvini non ha cambiato niente, se non l’umore degli italiani, creando un clima di odio da nord a sud del paese”.
Quindi Renzi difende la scelta di non essere andati al voto, ma avere voluto l’intesa con il Movimento 5 Stelle.
“C’era una sola alternativa, la politica. Altrimenti avremmo portato l’Italia nella più dura recessione degli ultimi 30 anni e consegnato la riforma costituzionale a un partito che si allea con Casapound.
Avremmo distrutto la credibilità dell’Italia di fronte all’Europa. Sì, io ho cambiato idea e l’ho fatto in nome dell’Italia.
L’ho fatto per salvare l’Italia da Salvini e dal Salvinismo, lo rivendico e non ho paura”.
Dall’Italia all’estero, ai tabloid inglesi l’invito a non parlare dell’Italia come se fosse una barzelletta, perché la barzelletta la stanno raccontando gli inglesi con la Brexit: “Ieri il premier ha inviato all’Ue tre buste, come quelle di Mike Bongiorno, la uno, la due o la tre…”.
E dell’esecutivo assicura sulla durata: “Noi non vogliamo staccare la spina a nessuno, noi vogliamo staccare le correnti. Il treno della legislatura arriva al 2023, chi vuole scendere prima lo faccia””.



