Tarquinia – Il presidente del Codacons Carlo Rienzi querela il giornalista Paolo Gianlorenzo. Lo scrive in una nota l’ufficio stampa dell’associazione in difesa dei consumatori e dell’ambiente.
“Ha preso di mira – si legge nella nota – il presidente Codacons Carlo Rienzi e riceve oggi una nuova querela dopo l’ennesimo articolo contro il leader dell’associazione dei consumatori. È il caso di Paolo Gianlorenzo”. Secondo il Codacons, il giornalista, da una testata locale, “è tornato oggi ad attaccare Rienzi, “reo” di aver incontrato una delegazione del Movimento civico di Tarquinia allo scopo di affrontare le criticità che assillano i cittadini”.
Nella nota il Codacons spiega: “Ancora una volta Gianlorenzo scende in campo per difendere l’operato del sindaco di Tarquinia e, non avendo elementi né per criticare l’associazione dei consumatori, ancor meno per esaltare l’attività dell’amministrazione, si lascia andare a una serie di insulti e offese per screditare il presidente del Codacons. Comportamento che varrà al giornalista una nuova querela per diffamazione da parte dell’associazione e del suo presidente, che proseguono a tutelare i cittadini di Tarquinia chiedendo il commissariamento dell’amministrazione comunale per mancanza di trasparenza in merito alle richieste degli abitanti”.
Nella nota si puntualizza anche che “il Codacons inoltre presenterà una richiesta volta a revocare l’incarico alla Talete e realizzare un accertamento su tutti i depuratori dell’area, per arrivare a rendere balneabile la costa tarquiniese che il comune ha abbandonato ai liquami”.
L’associazione, nella nota, conclude: “Intanto l’avvocato Carlo Rienzi ha avuto un proficuo incontro con il questore di Viterbo”.
Presunzione di innocenza – In caso di querela
La querela è semplicemente l’atto, di chi si ritiene persona offesa, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi.
Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

