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“La tomba del fantino viterbese Picino non è tuttora identificabile”

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Il fantini Angelo Meloni detto Picino

Il fantini Angelo Meloni detto Picino

Roma - Il documento del Verano riguardante Angelo Meloni (Picino)

Roma – Il documento del Verano riguardante Angelo Meloni (Picino)

Siena – Riceviamo e pubblichiamo – In riferimento al vostro articolo riguardo al ritrovamento del luogo di sepoltura di Angelo Meloni, detto Picino, vincitore di ben tredici pali di Siena, desidero specificare quanto appresso.

In qualità di cronista freelance, dal 2004 ho pubblicato per quotidiani e riviste alcuni articoli riguardanti Picino.

Le ricerche hanno interessato a Siena le contrade dell’Oca, Valmontone, Onda e Leocorno, le quali mi hanno dato piena disponibilità e appoggio.

Successivamente, in conseguenza dell’amicizia personale con una famiglia discendente del Meloni (un figlio di Brunetta o Maria Meloni, sorella di Corrado, entrambi figli del fantino) è emerso che per una parte degli discendenti non è tuttora identificabile l’esatta ubicazione del luogo di sepoltura del loro congiunto.

Un nipote diretto mi ha recentemente confermato che Brunetta, parlando di suo padre Picino, gli riferiva che era stato sepolto nell’ossario comune del Cimitero Flaminio di Prima Porta, ubicato a Nord di Roma, tra la Via Flaminia e la Via Tiberina.

Nel gennaio del 2006 mi sono quindi recato presso gli uffici Ama del Cimitero Monumentale al Verano e, trovando disponibilità da parte del funzionario, è emerso che al Registro 426 dell’anno 1945 risulta che i resti di Meloni Angelo, figlio di Filippo, deceduto presso il Policlinico di Roma nell’anno 1945 sono conservati presso l’ossario comune del Cimitero Flaminio (allego certificato di cui sono venuto successivamente in possesso).

Lo stesso funzionario, se la memoria non m’inganna, specificò in tal occasione che dopo l’inumazione in terra si procede poi all’esumazione ordinaria o “d’ufficio” e la conseguente deposizione dei resti del defunto in una specifica tomba di famiglia, loculo o, salvo specifica indicazione, nell’ossario comune.

Il certificato che allego, quindi, pone dei nuovi interrogativi sul ritrovamento al Verano, riquadro 51 porzione 35 dei resti del campione del Palio. L’ispezione al Verano, dove allora mi recai, tra le sepolture “Meloni” non confermò nessun riferimento o foto riconducibili al famoso fantino.

Di certo, comunque, il fantino originario di Canepina poi trasferitosi a Ronciglione, muore, ironia della sorte, per i postumi di un calcio di cavallo.

Lo confessò dopo l’incidente a suo figlio Corrado, detto Meloncino, anch’esso fantino del Palio (vincitore nel 1934 del Palio del 2 luglio per la contrada della Civetta e per l’Oca in quello del 16 agosto). Picino, come riporta P. Fedele Santini nella pubblicazione “Il Re del Campo (Picino)” edito a cura del comune di Canepina nel 1996, mentre governava un suo ronzino in una stalla di fortuna, venne colpito duramente all’addome da una coppia di calci del cavallo.

Seppur dolorante, non disse niente di quanto successo al figlio. Poi, colpito da lancinanti dolori al petto, il fantino, l’addestratore di cavalli e il campione di tredici Pali di Piazza del Campo, confessò malvolentieri l’incidente accaduto.

Corrado lo caricò su una motocicletta e, percorrendo la dissestata strada consolare Cassia, lo ricoverò al Policlinico di Roma dove morì mercoledì 24 gennaio 1945.

La violenta scalciata del cavallo, con entrambi i posteriori aveva danneggiato irrimediabilmente il fegato e altri organi vitali. In vita, tra fama, glorie, vittorie e episodi curiosi, così come dopo la sua singolare morte, la fama leggendaria e gli aneddoti del fantino Angelo Meloni continuano…

Raniero Pedica


 – Svelato il mistero: la tomba del fantino viterbese “Picino” è al Verano


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