Viterbo – (g.f.) – Da fare spesa a fare shopping. Dal semplice acquisto all’esperienza d’acquisto. È il modo attraverso il quale, le attività fisiche di vendita possono non solo sopravvivere, ma provare contrastare quelle virtuali, online.
È possibile e Confcommercio, in un incontro organizzato da Schenardi, prova a spiegare come. Presentando il libro “Il negozio nell’era di internet”, arrivato alla seconda edizione.
“Passare da fare la spesa, a fare shopping – spiega Roberto Pone, che ha illustrato il volume allo storico caffè in centro – allontanandosi dalla grande distribuzione e dall’online.
Vale l’esperienza. Il negozio va pensato come un viaggio, contano qualità e intensità dell’esperienza, il contatto. C’è un durante, l’acquisto, ma anche un prima e un dopo”.
Da Schenardi, Leonardo Tosti, presidente Confcommercio Lazio Nord e Antonio Posati, presidente provinciale, con Luigi Pagliaro, per la Camera di Commercio.
“Oggi – spiega Pone – ci troviamo di fronte a una sovrabbondanza d’offerta, supera ampiamente la domanda. Il consumatore chiede maggiore rapidità, semplicità, valuta la consegna a domicilio, magari vuole leggere recensioni sul prodotto che sta acquistando”.
Quello che si aspetta dall’acquisto online, che continua a crescere, seppure stia emergendo una tendenza nuova: “Torna centrale l’esperienza nei negozi fisici, nonostante ci troviamo nell’era digitale e questo aspetto riguarda pure i giovani”.
L’e-commerce riguarda tutti i settori. Ma se turismo e informatica sono dati per scontati, meno lo sono abbigliamento e l’alimentare. Quest’ultimo attualmente è solo lo 0,7%, ma con un aumento del 28%.
“Chi acquista online – osserva Pone – lo fa perché ritiene che sia economico, per l’assortimento e la comodità. Chi invece non acquista nei negozi virtuali, è perché manca una relazione con il venditore, non ha fiducia nei pagamenti, è impossibile verificare il prodotto e poi non è immediatamente disponibile”.
Non è solo il prezzo a determinare la scelta. “Ci sarà sempre chi acquisterà online per lo sconto, ma la partita si gioca su queste leve.
Va considerato che per un acquisto online, altri tre partono per comprare in rete, ma poi lo fanno al negozio”.
L’e-commerce in Italia è pari al circa il 6% del totale. Vuol dire che l’80% – 85% usa ancora i canali tradizionali per la propria spesa.


