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Maniaco sessuale “malato di mente”, assolto con l’obbligo di curarsi

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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Fabrica di Roma – (sil.co.) – Come da previsioni. E’ stato assolto dall’accusa di violenza sessuale e stalking per totale vizio di mente. Il tribunale ha però disposto per l’imputato due anni di libertà vigilata con l’obbligo di sottoporsi a cure presso la Asl competente. 

Si è chiuso ieri il processo all’uomo di Fabrica di Roma, difeso da Alessandra Vittori, che tra l’8 gennaio e il 28 febbraio 2018 ha preso di mira una donna del paese, tentando di violentarla per strada e poi appostandosi sotto casa della vittima urlandole: “Zoccola, scendi che io sono pronto, ti devo scopare”. 

Sottoposto dalla dottoressa Cristiana Morera a perizia psichiatrica nell’infermeria del palazzo di giustizia del Riello lo scorso 17 settembre, dopo che per ben tre volte si era sottratto alle visite disposte dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, l’imputato è risultato totalmente incapace di intendere e di volere all’epoca dei fatti.

Attenuata, invece, grazie alla cure cui ha accettato di sottoporsi, la pericolosità sociale. Motivo per cui il collegio, d’accordo anche il pubblico ministero Michele Adragna, assolvendolo per totale vizio di mente, ha disposto per l’imputato l’obbligo di proseguire la terapia farmacologica e due anni di libertà vigilata. 


“Disturbo psicotico aggravatosi dopo il lutto per la morte del padre”

“Soffre di un disturbo psicotico, con pensieri distorsivi della realtà delle cose”, ha spiegato in aula la psichiatra. “Un disturbo probabilmente di natura ereditaria, che si è palesato nel corso della vita e che si è aggravato dopo il grave lutto della perdita del padre. Ai tempi non seguiva nessuna terapia farmacologica, quindi ritengo fosse totalmente incapace. Ora segue una cura per cui è in grado di stare in giudizio e la sua pericolosità sociale può ritenersi molto attenuata. Ciononostante ha solo una parziale consapevolezza del disturbo di cui soffre”, ha concluso la dottoressa Morera.


Vittima aggredita per strada 

L’8 gennaio dell’anno scorso, l’imputato avrebbe avvicinato la vittima per strada mentre si stava recando al lavoro, abbassandosi i pantaloni e dicendole che voleva fare sesso con lei, dopo di che, con i genitali scoperti, secondo l’accusa l’avrebbe afferrata da dietro tentando di avere un rapporto sessuale, “spingendole con insistenza il pene contro le natiche, desistendo solo per l’arrivo di un’autovettura dei carabinieri”. Il giorno successivo, il 9 gennaio2018, non contento, il molestatore avrebbe fatto il bis, costringendola nuovamente a subire atti sessuali e non riuscendo ad avere un rapporto completo solo grazie all’energica opposizione della vittima. 


“Zoccola, scendi che ti devo scopare”

Minacce e molestie sarebbero proseguite anche nelle settimane successive, fino al 28 febbraio 2018, motivo per cui era accusato anche di stalking. L’uomo si sarebbe appostato in strada, facendosi trovare nei luoghi frequentati dalla donna, scoprendosi i genitali e dicendole che voleva fare sesso con lei. Infine avrebbe cominciato a piazzarsi direttamente sotto l’abitazione della vittima, urlando frasi piene di insulti: “Zoccola, scendi che io sono pronto; ti devo scopare; lo so che hai cambiato orario; prima o poi ti scopo; hai capito, scendi giù; scendi giù che devo finire la scopata che non ho ancora completato”. 


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