Ankara – Anche oggi nel nord della Siria si sono registrati scontri.
Nonostante l’accordo siglato ieri tra il segretario di Stato Pompeo, il vice presidente Pence e il presidente turco Erdogan, l’offensiva non si è fermata nella regione del Rojova, nel nord della Siria.
I combattimenti sono diminuiti, ma l’Osservatorio siriano per i diritti umani denuncia il lancio di razzi turchi nella città di Ras al-Ayn, lungo il confine. Secondo l’agenzia curda Firat sarebbero morti 5 combattenti curdi e 2 sarebbero rimasti feriti. La stessa agenzia asserisce che anche 8 civili sarebbero stati colpiti dai bombardamenti.
Erdogan ha spiegato che le truppe turche non lasceranno la zona di sicurezza, ma ha smentito le notizie sulla violazione della tregua.
Nella notte anche Trump aveva rivendicato l’operazione che aveva portato alla tregua come successo personale e aveva commentato:”A volte devi lasciarli combattere un po’. A volte devi lasciarli combattere come due bambini e poi li separi”.
Amnesty International, intanto ha denunciato la Turchia per crimini di guerra accusando le truppe di Ankara colpevoli di “omicidi sommari e attacchi illegali” e che hanno mostrato un “vergognoso disprezzo per la vita dei civili”.
