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Otto etti di shaboo che avrebbero fruttato più di 700mila euro

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Ronciglione - Operazione antidroga dei carabinieri - Gli arrestati all'uscita della caserma

Ronciglione – Operazione antidroga dei carabinieri – Gli arrestati all’uscita della caserma

Ronciglione - Operazione antidroga dei carabinieri - Gli arrestati all'uscita della caserma

Ronciglione – Operazione antidroga dei carabinieri – Gli arrestati all’uscita della caserma

Ronciglione - Operazione antidroga dei carabinieri - Gli arrestati all'uscita della caserma

Ronciglione – Operazione antidroga dei carabinieri – Gli arrestati all’uscita della caserma

Ronciglione - Operazione antidroga dei carabinieri - Gli arrestati all'uscita della caserma

Ronciglione – Operazione antidroga dei carabinieri – Gli arrestati all’uscita della caserma

La conferenza dell'operazione dei carabinieri "Fac simile"

La conferenza dell’operazione dei carabinieri “Fac simile”

Ronciglione – Otto etti di shaboo che avrebbero fruttato più di 700mila euro. Cinque persone ai domiciliari e altre 11 colpite da obbligo di firma.

Sono i numeri dell’operazione “Fac simile” condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ronciglione, iniziata più di due anni fa, nell’agosto del 2017, e conclusa stamattina all’alba con l’esecuzione delle ultime cinque misure cautelari.

A chiarirne i dettagli in una conferenza stampa al comando provinciale di via De Lellis il maggiore Alfredo Tammelleo, alla guida dei militari di Ronciglione. “Tutto è partito dall’arresto di una coppia di ragazzi (un uomo e una donna) – spiega – trovati con circa 10/12 grammi di shaboo e delle banconote false, contraffatte in maniera fin troppo visibile”.

Quella droga, così pericolosa e fino a quel momento anche molto rara da trovare nella Tuscia, non ha lasciato indifferenti i carabinieri che hanno subito deciso di approfondire le indagini per arrivare all’origine dello spaccio.

“Lo shaboo – precisa il comandante provinciale Andrea Antonazzo – è una sostanza stupefacente molto efficace e dannosa. E’ della famiglia delle anfetamine, come la cocaina, ma ha effetti ancora più devastanti. Basti pensare che viene confezionata con solventi per vernici e acidi di batterie. Ha effetti sia psichici che fisici a lungo termine, per questo spesso si usa nei locali notturni o da chi fa lavori pesanti per ore ed ore”.

L’operazione, coordinata dalla procura di Roma, ha visto la collaborazione dei carabinieri non solo della Tuscia, ma anche delle province di Roma, Napoli e Prato. Le persone coinvolte nello spaccio, infatti, erano residenti in zone diverse del centro Italia, ma portavano lo shaboo proprio a Ronciglione per immetterlo sul mercato degli stupefacenti nella provincia di Viterbo.

Nei dieci mesi di indagine sedici in tutto sono le persone indagate a vario titolo. Si tratta di ragazzi tra i 30 e i 35 anni, sia uomini che donne, alcuni di loro italiani con origini asiatiche, filippini e nigeriani. 

Stamattina le ultime cinque misure cautelari: tre persone sono state arrestate e messe ai domiciliari nella Capitale, uno straniero è stato rimpatriato e un ultimo è tuttora ricercato ricercato.

“Secondo le stime – spiega ancora il colonnello Antonazzo -, lo shaboo sequestrato avrebbe fatto guadagnare agli spacciatori più di 700mila euro, una cifra esorbitante, basti pensare che una dose in genere è di un decimo di grammo e costa sui 50 euro”.

Cifre da capogiro per soggetti che stando alla ricostruzione dei carabinieri non avevano un lavoro fisso, ma si mantenevano proprio con lo smercio dello stupefacente. 

“Le ordinazioni della droga – conclude il maggiore Tammelleo – avvenivano quasi sempre per telefono e nei posti più disparati. Non c’era un punto di incontro prestabilito o fisso. Tutt’altro. Venivano organizzati appuntamenti lampo, per strada, in zone sempre diverse: dalla Salaria ai Parioli, da Tor Bella Monaca fino, appunto, anche a Ronciglione, nella provincia di Viterbo”.

Continua senza sosta il lavoro dei carabinieri per bloccare sul nascere la diffusione dello shaboo nei locali del Viterbese, una sostanza finora poco diffusa, ma che ha effetti molto gravi e che, sempre più spesso, viene consumata da giovanissimi.

Francesca Buzzi


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