Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Uno dei fiori all’occhiello di una città piccola o grande che sia è senz’altro lo spazio verde che viene dedicato ai propri cittadini.
Questo purtroppo non si può dire per Viterbo infatti pratogiardino, attualmente parco Lucio Battisti, che vanta una storia di tutto rispetto è in uno stato di abbandono. Le sue prime notizie risalgono al 1354 al tempo del cardinale Albornoz che adibì quel terreno a giardino dei castellani papali per passare poi, attraverso varie proprietà, intorno alla metà del 1700 a pubblico giardino.
A ben poco è valsa la intitolazione dei vari sentieri a canzoni del sopracitato cantautore (amministrazione Marini) e la successiva illuminazione (amministrazione Michelini), il degrado è ormai totale con terra polverosa d’estate e fangosa d’inverno, erba alta, siepi secche, recinzioni divelte e monumenti abbandonati a sé stessi e pieni di muschio.
Il nostro istituto ha purtroppo toccato con mano tale situazione in occasione della deposizione di una corona al monumento a Giuseppe Garibaldi lo scorso 2 giugno, 137° anniversario della dipartita dell’eroe dei due Mondi e, nei giorni passati per il 135° anniversario della inaugurazione del busto a Vittorio Emanuele II, primo capo dello Stato italiano. Il monumento, come gli altri, versa in condizioni pessime e l’aiuola di fronte dove una volta una siepe segnava l’anno in corso è ora un ammasso di rovi aridi.
Il polmone verde della città sta collassando, abbandonando la sua funzione primaria di luogo ameno e di svago per la popolazione.
Peccato! Speriamo che questo nostro grido giunga a qualcuno!
Istituto nazionale per la guardia d’onore alle reali tombe del pantheon
Delegazione di Viterbo
Professor Pier Ferdinando Petri



