Viterbo – “Il presidente Pietro Nocchi e il centrosinistra sono incollati alle poltrone”. Tuoni e fulmini in provincia, dove il centrodestra scalpita.
Il consiglio provinciale è scaduto, ma il capo di palazzo Gentili non convoca le elezioni e nel frattempo, incalza il gruppo di minoranza, si continua ad assegnare posizioni organizzative al personale. Con relativo aumento di costi, nonostante le casse a via Saffi non siano esattamente floride. A palazzo Gentili conferenza del gruppo d’opposizione.
Dal 17 settembre si poteva rinnovare il consiglio. Nocchi ha tre mesi per convocare le elezioni di secondo livello. “Sono più che certo – dice Gianluca Grancini, consigliere centrodestra – che lo farà all’ultimo secondo utile”.
Essendo votazioni di secondo livello, cambierà la maggioranza. Elettori sono consiglieri e sindaci dei comuni, molti sono passati dal centrosinistra al centrodestra. Ma il presidente resta. “Non ha più una maggioranza – tuona il capogruppo Centrodestra unito e civici Alessandro Romoli – ne prenda atto dimettendosi, glielo abbiamo detto più volte”.
Tuttavia, le due elezioni, presidente e consiglio, viaggiano su binari separati. “Con il rinnovo del consiglio – prosegue Romoli – si troverà a governare con una maggioranza diversa. Qualche problema gli si crea”. Sarà solo o quasi al comando.
“Nei fatti sta già avvenendo – continua Romoli – ha ritirato tutte le deleghe e ignorato le richieste di convocare consigli straordinari su temi importanti come fitofarmaci e la provincia ha ancora competenze sulla materia ambiente.
Ma dovevamo discutere anche dei rifiuti da Roma, la scuola e il problema del dimensionamento. Nulla”.
In questi mesi si è fatto altro, per l’opposizione. “È di adesso una nuova riorganizzazione del personale. La sesta o settima”. Il centrodestra non ha gradito. “Non ci sono i soldi nemmeno per comprare sacchetti d’asfalto – tuona Gianluca Grancini – per tappare le buche, ma si spende per le posizioni organizzative e consulente. Portando le spese da 140mila a 223mila euro, senza contare pure il presidente ombra, il manager Cappelli, che ha aumentato i costi dell’ente.
Al settore ambiente su 12 persone, ci sono sei posizioni organizzative. Mentre continuano a esserci precari. Piuttosto, dovrebbero pensare a loro”.
Non nutre molta fiducia, Grancini, su elezioni anticipate per il presidente o in anticipo rispetto al termine consentito, per il consiglio. “Arriveranno fino all’ultimo giorno utile – prevede Grancini – incollati al piccolo feudo rimasto al centrosinistra”.
Siccome per il centrodestra la speranza è l’ultima a morire: “Spero che il presidente si dimetta – dice ancora Grancini – abbia il buonsenso di farlo”.
Se non subito, almeno dopo il voto. “Mi auguro – insiste Carlo Pellegrini – che una volta rinnovato il consiglio provinciale si renda conto che così non si può governare.
Difficilmente penso che lo farà. Si sta allenando a governare da solo e sui problemi del territorio mette la testa sotto la sabbia. Come per i rifiuti che arrivano da Roma, mentre a Casale Bussi è stato richiesto un ampliamento della discarica”.
Pure Massimo Bambini è preoccupato per l’immobilismo a palazzo Gentili. “Sul mio territorio – ricorda Bambini – è molto sentito il problema dei fitofarmaci, ma le nostre richieste di consiglio sono rimaste lettera morta. Al lago di Bolsena questo si somma all’inquinamento con il depuratore Cobalb.
Ma ci sono anche le scuole con il dimensionamento. Per mantenere le classi servirebbero quindici nascite l’anno, nei comuni sui tremila abitanti si fermano a una media di dieci. Così si andrà alla chiusura di tante scuole”.
Qualcosa si sta muovendo, però. “Nocchi vuole approvare il bilancio preventivo entro dicembre – ricorda Grancini – lo vogliono far passare come buona prassi amministrativa, ma di solito il via libera avveniva a maggio. Lo fanno subito per spendere i quattro soldi che ci sono, come vogliono”.
Al più tardi a dicembre sindaci e consiglieri voteranno per il nuovo consiglio provinciale. “Vincendo noi – promette Grancini – smantelleremo tutto quanto il centrosinistra ha fatto”.
Però, Nocchi, seppure con un consiglio di colore diverso rimarrà. “Non sarà facile per lui – sostiene Romoli – potrà governare a suon di decreti, ma con l’assemblea dei sindaci che poniamo gli boccia il bilancio, non sarà una passeggiata e non capisco proprio come riuscirà ad andare avanti”. Non resta che attendere.
Giuseppe Ferlicca


