Viterbo – Pugni e calci in faccia, lo rapinano e fuggono. Due giovanissimi fermati per tentato omicidio a scopo di rapina dagli agenti di polizia.
Ieri sera, 18 ottobre, gli uomini della Polizia della squadra mobile della questura di Viterbo hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento di fermo del pubblico ministero ex art. 384 Cpp, emesso nei confronti di due cittadini viterbesi, nati rispettivamente nel 1996 e nel 2000, entrambi gravati da precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti.
“I due – si legge in una nota della questura – sono indagati per tentato omicidio a scopo di rapina. Delitti commessi nella serata del 13 ottobre, in via della Pettinara a Viterbo, ai danni di un cinquantacinquenne di Orvieto, privo di precedenti.
In concorso tra loro, prima gli hanno sferrato a tradimento un fortissimo pugno al volto, facendolo così stramazzare a terra privo di sensi per poi rapinarlo del denaro che aveva con sé, e prima di andarsene, con la vittima già esanime a terra, sferravano un altro calcio alla testa”.
Continua la nota: “sulla base degli approfondimenti investigativi compiuti dagli investigatori della polizia è emerso che i due autori, ripresi dalla telecamera di videosorveglianza di un esercizio pubblico in via della Pettinara, all’atto dell’aggressione e della rapina, sono risultati compatibili per fisionomia e corporatura ai due sunnominati, già noti in ambito viterbese per l’attitudine alla commissione di reati predatori con modalità violente”.
Giusto decreto concesso dall’autorità giudiziaria precedente, si è proceduto a perquisizione personale e locale a carico dei sospettati. “Atto che – continua la nota – ha fornito esito positivo per il ritrovamento degli indumenti indossati dai due nel corso dell’evento, nonché riguardo a contenuti presenti sui cellulari degli stessi, da cui sono emersi inoppugnabili indizi di colpevolezza a loro carico”.
Informato di ciò il pm, ha proceduto all’interrogatorio dei due, all’esito del quale c’è stata una piena confessione che ha confermato la ricostruzione dei fatti compiuta con l’attività investigativa.
Il pm ha quindi emesso contestuale decreto di fermo, eseguito dalla squadra mobile, in attuazione del quale gli indagati sono stati portati a Mammagialla.
