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Pusher 19enne sequestra minorenne, rimesso in libertà dopo sette mesi

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Viterbo - Posto di controllo in località Riello

Viterbo – Posto di controllo in località Riello

L'avvocato Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli 

Viterbo – (sil.co.) – Rimesso in libertà dopo sette mesi trascorsi agli arresti domiciliari un giovanissimo spacciatore di Montefiascone.

Si tratta del 19enne falisco le cui iniziali sono N.V. fermato dai carabinieri lo scorso primo marzo al capolinea del Riello e poi finito sotto processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei con l’accusa di spaccio, sequestro di persona e violenza per costringere un 17enne a ritrattare quanto riferito il precedente 14 gennaio ai carabinieri relativamente a una presunta cessione di stupefacente al parco in fondo al Pilastro. 

Il processo è entrato nel vivo nelle scorse settimane e nel frattempo entrambe le presunte vittime, oltre al 17enne un suo amico anche lui minorenne, sono state ascoltate in aula, nelle udienze del primo e del 15 ottobre. E’ stata quindi accolta l’istanza presentata dal difensore Giuseppe Picchiarelli. 

 

Il processo è entrato nel vivo con la testimonianza del 17enne, un ragazzo d’origine asiatica, che l’imputato avrebbe tentato di costringere a ritrattare un verbale in cui il minore, messo alle strette dai militari, lo aveva accusato di avergli ceduto dell’hashish a credito, per 10 euro, al parco tra il capolinea del Riello e le scuole di via Alessandro Volta, mentre entrambi si trovavano in compagnia di un amico.

Al termine di una lunghissima e soffertissima deposizione, ha però ammesso che quanto dichiarato in quel verbale era vero:”Era un tocchettino di hashish e siccome non avevo i soldi, mi ha detto che glielo avrei pagato dopo”.

Due giorni dopo sarebbe scattata la persecuzione, tra Montefiascone e il capolinea del Riello, dove il 17enne è stato “liberato” dai parenti e dai carabinieri, mentre l’imputato e alcuni amici, dopo averlo “prelevato” la mattina fuori scuola, impedendogli di andare a lezione, lo costringevano a stare seduto su una sedia dentro il bar, in attesa che arrivasse la sorella per accompagnarlo, essendo lui minorenne, a ritrattare dai carabinieri. 

Il 16 gennaio, due giorni dopo essere finito in caserma, il 17enne sarebbe stato aggredito con un paio di schiaffi al capolinea del Riello. Il 17 gennaio sarebbe stato minacciato sul pullman da Viterbo a Montefiascone. Nelle settimane successive sarebbe stato sequestrato. La prima volta costretto a salire sul bus da Montefiascone a Viterbo, scappando dopo avere preso un pugno e degli schiaffi, al solito capolinea del Riello. Infine sarebbe stato prelevato fuori scuola prima della campanella, trascinato al capolinea del Riello e poi salvato dall’intervento dei parenti e dei carabinieri. 

Solo in seguito all’ultimo episodio il minorenne avrebbe trovato il coraggio di sporgere denuncia. 

 

 


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