Viterbo – (sil.co.) – Rimborsi astrattamente non dovuti per carenze formali ai genitori per una somma pari a circa quarantamila euro su un totale di quasi un milione di euro per curare all’estero il figlioletto affetto da un gravissimo handicap, nessun danno per le casse dell’erario.
Per questo il direttore generale della Asl, Daniela Donetti, è stata prosciolta dalla corte dei conti davanti alla quale era finita con l’accusa di non avere controllato i rimborsi riconosciuti a due genitori per curare il proprio figlio minore a Cuba e negli Stati Uniti. Con lei sono stati assolti anche i dirigenti sanitari Lucia Bastianini e Massimo Foglia e il dirigente dei servizi sociali del comune di Viterbo, Alfredo Fioramanti.
Tra i rimborsi contestati, anche se per soli 1500 euro, un ammontare minimo rispetto al totale, anche una pluralità di piccole spese eterogenee sostenute negli Usa, quali acquisti di pomate, vitamine e cosmetici, la riparazione di scarpe e il vino: una bottiglia del costo di 15 euro, con una frequenza di circa una bottiglia ogni quindici giorni.
Al centro della vicenda circa quarantamila euro di rimborsi spese. passati al setaccio dalla guardia di finanza, per viaggi aerei che non sarebbero stati perfettamente certificati, nonché spese per vitto e alloggio che sarebbero state esagerate oppure “improprie”, come quelle per modiche quantità di vino. Per i giudici amministrativi, dopo che la stessa procura a febbraio pur chiedendo la condanna aveva sgonfiato il caso, non c’è stata nessuna colpa da parte dei dirigenti. Riguardo al vino, rappresenta solo una piccolissima parte dei rimborsi contestati.
I viaggi all’estero per cure di altissima specializzazione sono relativi agli anni dal 2009 al 2014, per un ammontare complessivo di quasi un milione di euro, comprese le somme contestate di circa 38mila euro di spese vive messe in conto alla Asl dalla famiglia e i circa 1500 euro di contributi per l’affitto messi in conto al Comune dalla madre del piccolo invece che dal padre.
Nel corso del procedimento è emerso il calvario vissuto dalla coppia, alle prese non solo con i gravissimi problemi di salute del figlio, ma anche con un’infinità di cavilli burocratici, per ridurre i quali lo stesso ministero della salute raccomanda in una nota di “fare quanto possibile per accelerare la conclusione dell’istruttoria, anche valutando la possibilità di adottare misure di semplificazione”.
Tra le maggiori difficoltà riscontrate dai genitori del minore quelle per ottenere il saldo del rimborso delle spese per sottoporre il figlio a un trattamento di neuroriabilitazione effettuato tra il dicembre 2013 e il gennaio 2014 e quelle per il riconoscimento della validità degli “scontrini” rilasciati all’estero per spese relative al vitto, in quanto non avrebbero riportato la natura della spesa sostenuta.

