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Viterbo – Sulla vicenda di Paolo Barbieri, assessore ed esponente di Fondazione, indagato per falso in atto pubblico, riceviamo e pubblichiamo – Uno strano concetto della legalità e del senso delle istituzioni da parte del sindaco Arena che bolla come indecoroso e istituzionalmente scorretto il comportamento di alcuni consiglieri comunali fra cui il sottoscritto che, di fronte alla palese alterazione di un atto pubblico sollevata durante il consiglio comunale da uno dei sottoscrittori di quell’atto, non fanno altro che il loro dovere di sottoporre all’autorità giudiziaria l’accaduto per le valutazioni di competenza.
E dire che si apprende dalla stampa che correttamente, prima di loro, gli stessi dirigenti comunali avrebbero proceduto a denunciare l’accaduto.
Dunque di cosa parla il sindaco? Forse avrebbe preferito una sorta di “omertà istituzionale”, questa sì indecorosa, per cui i fatti avrebbero dovuto essere taciuti? E per quale motivo?
Quanto al “modus operandi” non vi è nulla di corretto nel comportamento posto in essere da parte di chi altera un documento a maggior ragione se riveste una carica pubblica (se ciò comporti o meno anche un reato è compito dell’autorità giudiziaria accertarlo ). E ciò non solo va sottolineato con forza ma va denunciato come ciò che un amministratore pubblico non deve fare e non può certo essere portato come un esempio di correttezza.
Il senso delle istituzioni vorrebbe, a questo punto, che sia il sindaco dopo le sue singolari dichiarazioni, magari invitato dal presidente del consiglio a cui compete la tutela dell’assemblea, a porgere le scuse al consiglio comunale e a quei consiglieri che tutt’altro che scorretti ed indecorosi non hanno fatto altro che il loro dovere giuridico e istituzionale di denunciare l’accaduto.
Non sono certo che le scuse arriveranno e del resto ciò non è importante per i cittadini, ciò di cui invece i viterbesi possono stare certi è che io e gli altri consiglieri comunali continueremo a esercitare il nostro mandato, in difesa delle istituzioni che rappresentiamo, non avendo alcun timore né reticenza nel denunciare alle autorità competenti ogni volta che si presenteranno fatti e comportamenti scorretti e lesivi degli interessi pubblici. Siamo stati eletti anche per questo.
Caro sindaco, io e gli altri consiglieri firmatari dell’ esposto abbiamo fatto il nostro dovere e continueremo a farlo perché come diceva Oriana Fallaci “non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie… lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità”. O almeno si dovrebbe.
Giacomo Barelli
Capogruppo Forza Civica
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