Viterbo – (g.f.) – Un complesso alberghiero di altissimo livello con cento camere, un ristorante da 250 coperti e un altro gourmet, per 40 posti.
Ex Terme Inps, ecco lo studio di fattibilità. Presentato stamani in seconda e quarta commissione da Federterme, chiamata a elaborarlo, primo passo per trovare il soggetto, pubblico o privato, per riportare in vita la struttura abbandonata da decenni.
Riaprire lo stabilimento significa, con il cantiere occupare 150 lavoratori in modo diretto e 350 indiretto, mentre una volta a regime potrà occupare 65 persone direttamente e 250 in modo indiretto.
Nell’idea di Federterme, che ha realizzato il progetto, l’edificio con l’ingresso principale rimane, utilizzato per l’accredito ai servizi e l’accoglienza. La parte a sinistra, quella storica, resta invariata esternamente, mentre all’interno gli spazi cambieranno.
La fangaia sarà mantenuta come memoria storica, mentre un intervento importante è previsto per il parco, riportando visibili i resti antichi, con un’area bambini e una riservata agli animali domestici.
L’investimento è pari a 32 milioni di euro, spesa ritenuta economicamente sostenibile sostenibile.
Si potrebbe procedere attraverso un project financing. Privati che realizzano un’opera in cambio della gestione, si pensa trentennale, in presenza di un interesse pubblico. E per le ex Terme Inps, il pubblico ha interesse che si recuperino, anche se a vedere i decenni passati inutilmente, non si direbbe.
“Il dimensionamento della nuova struttura – si legge nel progetto Federterme – è stato concepito, parte ristrutturando il corpo principale iniziale, in condizioni migliori del nuovo corpo di fabbrica, che per economia si è deciso di demolire e ricostruire.
Alla fine della ristrutturazione sarà articolato in un complesso alberghiero di altissima gamma, suddiviso in 12 suite superior 5 stelle, e 31 suite 5, 42 camere 5 stelle e 15 a 4 stelle, per un totale di cento. Un ristorante di 250 coperti e un altro gourmet da 40 coperti. Una wellness spa termale grande 1500 metri quadrati, per un capacità di trecento ospiti in contemporanea.
La palazzina ex direzione sarà destinata per metà a centro estetico e per metà a scuola superiore per operatori termali”.
Un intervento di recupero che che si basa sul turismo del benessere, in rapidissima espansione, spiegano da Federterme. L’idea è evitare duplicazioni rispetto all’offerta esistenze sul territorio.
Oggi il settore termale a Viterbo vale qualcosa come 10 milioni di euro, a tanto ammonta il fatturato nel 2017 delle strutture esistenti.
Presentato il progetto, adesso va sottoposto al vaglio di commissioni e consiglio comunale, approvato, predisposti gli strumenti per ricercare chi se ne dovrà occupare.
Quindi, sperare in investitori e poi avviare l’intervento. Di tempo ne passerà ancora molto. Seppure tutto relativo, se paragonato a quanto tempo è stato fatto passare invano.




